Vellutata di zucca all'arancia e zenzero, con pinoli tostati e pepe tostato e pestato

#calendarioottobre
Lo zenzero è pianta erbacea perenne, originaria dell’Asia Tropicale. Dal rizoma si ricava una spezia fortemente aromatica e piccante, che si racconta fosse molto cara a Confucio (V sec. a.C.) perché schiariva la mente ed eliminava le impurità.
Questa pianta, considerata una leccornia dai greci e dai romani che per consumarla dovevano pagare forti tasse, durante il Medioevo fu in Europa una delle spezie più utilizzate in cucina, conosciuta con il nome di “genzèvro”.
I medici dell’antichità attribuivano molto valore allo zenzero: Dioscoride lo riteneva capace di scaldare e calmare lo stomaco; Pitagora lo considerava un antidoto al morso dei serpenti;
Galeno per il sapore piccante lo classificava “caldo”, come tutte le sostanze afrodisiache.
Proprio l’aspetto corroborante era centrale nei popoli arabi che assumevano zenzero pestato con miele per rinvigorire le prestazioni sessuali.
Secondo la Scuola Salernitana il rizoma spingeva, anzi costringeva, i giovani ad amare, e questa fama contribuì alla nascita di una pozione composta di cannella, zenzero, chiodi di garofano, pangrattato e acqua di rose.
Il poeta maledetto François Villon (XV sec.) fra le righe del suo “Testamento” elencò anche cento radici di zenzero che secondo lui aveva “la proprietà di fare congiungere gli organi genitali dei due sessi”.
Vellutata di zucca all'arancia e zenzero, con pinoli tostati e pepe tostato e pestato
#calendarioottobre
Lo zenzero è pianta erbacea perenne, originaria dell’Asia Tropicale. Dal rizoma si ricava una spezia fortemente aromatica e piccante, che si racconta fosse molto cara a Confucio (V sec. a.C.) perché schiariva la mente ed eliminava le impurità.
Questa pianta, considerata una leccornia dai greci e dai romani che per consumarla dovevano pagare forti tasse, durante il Medioevo fu in Europa una delle spezie più utilizzate in cucina, conosciuta con il nome di “genzèvro”.
I medici dell’antichità attribuivano molto valore allo zenzero: Dioscoride lo riteneva capace di scaldare e calmare lo stomaco; Pitagora lo considerava un antidoto al morso dei serpenti;
Galeno per il sapore piccante lo classificava “caldo”, come tutte le sostanze afrodisiache.
Proprio l’aspetto corroborante era centrale nei popoli arabi che assumevano zenzero pestato con miele per rinvigorire le prestazioni sessuali.
Secondo la Scuola Salernitana il rizoma spingeva, anzi costringeva, i giovani ad amare, e questa fama contribuì alla nascita di una pozione composta di cannella, zenzero, chiodi di garofano, pangrattato e acqua di rose.
Il poeta maledetto François Villon (XV sec.) fra le righe del suo “Testamento” elencò anche cento radici di zenzero che secondo lui aveva “la proprietà di fare congiungere gli organi genitali dei due sessi”.
Istruzioni per cucinare
- 1
In un padellino tostate i pinoli (non bruciarli..). Poi nello stesso padellino tostate i grani di pepe (basta poco, appena è caldo sprigiona già la sua fragranza) a fiamma bassa, muovendo spesso il padellino. Poi pestatelo in modo grossolano (io lo faccio con il fondo di una caffettiera)
- 2
Ora fate una spremuta di un'arancia e poi, dopo aver tolto la parte esterna allo zenzero, gliene grattugiate un paio di centimetri. Mescolate e mettete da parte.
- 3
Tagliate la patata a cubi non piccoli, la cipolla a fette. unite una foglia di salvia e un rametto di rosmarino con dello spago da cucina (per non disperdere gli aghi del rosmarino). Ora in un tegame capiente caldo, mettete un paio di giri d'olio, inserite il tutto, unite un po' di sale e a fuoco lento, coperto, fate ammorbidire un po' la cipolla.
- 4
Intanto tagliate a cubetti anche la zucca (possibilmente proporzionato alla patata). Unite al tegame. Rigirate un po' di volte aggiungendo un po' di sale (poco, perché si aggiusta di sale alla fine del processo). Poi coprite con acqua (meglio tenersi scarsi perchè si fa sempre in tempo ad aggiungerne). Cuocete a fuoco moderato finché non sarà tutto morbido.
- 5
Ora prima di frullare il tutto togliete gli aromi e controllate se il liquido vi sembra più del necessario per il risultato della vellutata tenendo conto che c'è da versare ancora la spremuta d'arancia allo zenzero.. Se sì, toglietene e tenete in disparte perchè vi potrà servire. Ora versate la spremuta e poi frullate il tutto con dell'olio a filo. Ora fate ancora cuocere a fuoco lento fino a raggiungimento della consistenza cremosa-fluida. (a me piace come la consistenza della crema pasticcera.
- 6
Il liquido che avete messo in disparte serve per allungare in caso fosse troppo rappresa. Ora potete impiattare. Mettete la vellutata, poi i crostini, i pinoli tostati, e una generosa porzione di pepe tostato. Qualche goccia di olio a crudo.
- 7
N.B.: Avrete notato che nella foto al centro ci ci sono spicchi di arancia pelati a vivo: perché ho provato così con gli spicchi e devo dire che è molto buona.. ma gli spicchi devono essere succosi e dolci. Se trovate arance anche solo un po' asciutte o un po' acidule, rovinate l'equilibrio dei sapori.. Quindi vi suggerisco dei crostini fatti in padella e andate sul sicuro.
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