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Zuppetta di Seppioline alla Mediterranea alla Mia Maniera
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Foto di Zuppetta di Seppioline alla Mediterranea alla Mia Maniera

Zuppetta di Seppioline alla Mediterranea alla Mia Maniera

Tony Mazzanobile
Tony Mazzanobile @tonyliebt_kocht

#caendariogiugno
L’oliva taggiasca arriva in Italia tra la fine del VII e gli inizi del VIII secolo, grazie ai monaci di San Colombano, provenienti dal monastero di Lerins, in Provenza. Più precisamente, la portano a Taggia, comune di Imperia, da cui poi prenderà il nome.
Nei secoli successivi, questa pianta si diffuse in tutta Italia, ma restò un simbolo della regione ligure, dove le caratteristiche climatiche della zona rendono questo prodotto inconfondibile. Infatti, questo ulivo richiede tanta esposizione al sole e riparo dai venti freddi. È un’oliva molto rara: da circa un ettaro di uliveto si ricavano circa 20 quintali di olive, mentre per altre qualità se ne potrebbero raccogliere fino a 100 quintali. Tradizionalmente, le olive taggiasche vengono raccolte con il metodo detto della “bacchiatura”. I coltivatori sbattono contro i tronchi degli ulivi una pertica, la quale fa cadere su delle reti stese sul terreno le olive, che poi sono riposte in sacchi di iuta, pronte per il trasporto in frantoio. Inoltre, il suo sapore è molto delicato, aromatico e fruttato, il che le rende perfette per aperitivi o in aggiunta di moltissimi piatti. Inoltre, le olive sono perfette per una dieta sana ed equilibrata. L’olio che ne si ottiene è tra i più rinomati.

#caendariogiugno
L’oliva taggiasca arriva in Italia tra la fine del VII e gli inizi del VIII secolo, grazie ai monaci di San Colombano, provenienti dal monastero di Lerins, in Provenza. Più precisamente, la portano a Taggia, comune di Imperia, da cui poi prenderà il nome.
Nei secoli successivi, questa pianta si diffuse in tutta Italia, ma restò un simbolo della regione ligure, dove le caratteristiche climatiche della zona rendono questo prodotto inconfondibile. Infatti, questo ulivo richiede tanta esposizione al sole e riparo dai venti freddi. È un’oliva molto rara: da circa un ettaro di uliveto si ricavano circa 20 quintali di olive, mentre per altre qualità se ne potrebbero raccogliere fino a 100 quintali. Tradizionalmente, le olive taggiasche vengono raccolte con il metodo detto della “bacchiatura”. I coltivatori sbattono contro i tronchi degli ulivi una pertica, la quale fa cadere su delle reti stese sul terreno le olive, che poi sono riposte in sacchi di iuta, pronte per il trasporto in frantoio. Inoltre, il suo sapore è molto delicato, aromatico e fruttato, il che le rende perfette per aperitivi o in aggiunta di moltissimi piatti. Inoltre, le olive sono perfette per una dieta sana ed equilibrata. L’olio che ne si ottiene è tra i più rinomati.

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Zuppetta di Seppioline alla Mediterranea alla Mia Maniera

Tony Mazzanobile
Tony Mazzanobile @tonyliebt_kocht

#caendariogiugno
L’oliva taggiasca arriva in Italia tra la fine del VII e gli inizi del VIII secolo, grazie ai monaci di San Colombano, provenienti dal monastero di Lerins, in Provenza. Più precisamente, la portano a Taggia, comune di Imperia, da cui poi prenderà il nome.
Nei secoli successivi, questa pianta si diffuse in tutta Italia, ma restò un simbolo della regione ligure, dove le caratteristiche climatiche della zona rendono questo prodotto inconfondibile. Infatti, questo ulivo richiede tanta esposizione al sole e riparo dai venti freddi. È un’oliva molto rara: da circa un ettaro di uliveto si ricavano circa 20 quintali di olive, mentre per altre qualità se ne potrebbero raccogliere fino a 100 quintali. Tradizionalmente, le olive taggiasche vengono raccolte con il metodo detto della “bacchiatura”. I coltivatori sbattono contro i tronchi degli ulivi una pertica, la quale fa cadere su delle reti stese sul terreno le olive, che poi sono riposte in sacchi di iuta, pronte per il trasporto in frantoio. Inoltre, il suo sapore è molto delicato, aromatico e fruttato, il che le rende perfette per aperitivi o in aggiunta di moltissimi piatti. Inoltre, le olive sono perfette per una dieta sana ed equilibrata. L’olio che ne si ottiene è tra i più rinomati.

#caendariogiugno
L’oliva taggiasca arriva in Italia tra la fine del VII e gli inizi del VIII secolo, grazie ai monaci di San Colombano, provenienti dal monastero di Lerins, in Provenza. Più precisamente, la portano a Taggia, comune di Imperia, da cui poi prenderà il nome.
Nei secoli successivi, questa pianta si diffuse in tutta Italia, ma restò un simbolo della regione ligure, dove le caratteristiche climatiche della zona rendono questo prodotto inconfondibile. Infatti, questo ulivo richiede tanta esposizione al sole e riparo dai venti freddi. È un’oliva molto rara: da circa un ettaro di uliveto si ricavano circa 20 quintali di olive, mentre per altre qualità se ne potrebbero raccogliere fino a 100 quintali. Tradizionalmente, le olive taggiasche vengono raccolte con il metodo detto della “bacchiatura”. I coltivatori sbattono contro i tronchi degli ulivi una pertica, la quale fa cadere su delle reti stese sul terreno le olive, che poi sono riposte in sacchi di iuta, pronte per il trasporto in frantoio. Inoltre, il suo sapore è molto delicato, aromatico e fruttato, il che le rende perfette per aperitivi o in aggiunta di moltissimi piatti. Inoltre, le olive sono perfette per una dieta sana ed equilibrata. L’olio che ne si ottiene è tra i più rinomati.

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Ingredienti

x4 persone
  • 8seppioline
  • 1/1 (,5 kg)pomodoro ramato
  • 1cipolla dorata
  • 1peperone giallo
  • q.bolio evo
  • 4alici sott'olio
  • 4 fettepane pugliese di semola di grano duro
  • 300 grpomodorino ciliegino
  • q. bbasilico
  • q.baglio
  • q.bpeperoncino frantumato
  • q.brosmarino
  • q.borigano secco
  • q.bpepe
  • q.bolive taggiasche
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Istruzioni per cucinare

  1. 1

    In una padella mettere due giri d'olio, una cipolla a pezzetti e qualche fogliolina di basilico. Fate insaporire leggermente l'olio e poi unite il pomodoro ramato tagliato a pezzi grossolani. Salate un po', mescolate e unite un po' d'acqua. Coprite e cuocete finché sarà tutto morbido.

    Foto del passaggio 1 della ricetta Zuppetta di Seppioline alla Mediterranea alla Mia Maniera
    Foto del passaggio 1 della ricetta Zuppetta di Seppioline alla Mediterranea alla Mia Maniera
  2. 2

    Ora frullate il tutto, compreso il basilico, con olio a filo e un po' d'acqua. Deve essere molto fluida. Ora aggiustate di sale. Poi passate al colino a maglie fitte per togliere i residui della buccia.

    Foto del passaggio 2 della ricetta Zuppetta di Seppioline alla Mediterranea alla Mia Maniera
    Foto del passaggio 2 della ricetta Zuppetta di Seppioline alla Mediterranea alla Mia Maniera
    Foto del passaggio 2 della ricetta Zuppetta di Seppioline alla Mediterranea alla Mia Maniera
  3. 3

    Ora tagliate i pomodorini in quattro parti e conditeli con olio, origano secco, sale e mettete da parte. Poi in tegame, (vi conviene usare lo stesso tegame dove poi si unirà tutto insieme) mettete olio (due giri), un rametto di rosmarino, uno spicchio d'aglio e il peperone tagliato a cubetti. Unite un po' di sale. Mescolate e poi fate cuocere coperto e a fiamma vivace, per pochi minuti (devono rimanere al dente). Mettete da parte togliendo aglio e rosmarino. Non pulite il tegame!.

    Foto del passaggio 3 della ricetta Zuppetta di Seppioline alla Mediterranea alla Mia Maniera
    Foto del passaggio 3 della ricetta Zuppetta di Seppioline alla Mediterranea alla Mia Maniera
  4. 4

    Questa operazione occorre farla fatto almeno un'ora prima di cucinarle: Pulire le seppioline e conditele con olio, pepe, sale e un rametto di rosmarino.

    Foto del passaggio 4 della ricetta Zuppetta di Seppioline alla Mediterranea alla Mia Maniera
  5. 5

    Sempre nello stesso tegame (non pulito) dove avete cotto il peperone, scaldatelo, unite due giri d'olio e poi unite le seppioline con il suo condimento. Saltatele per due/tre minuti a fiamma vivace. Poi abbassate la fiamma, coprite, e cuocete per circa 15 minuti. Infine togliete il rosmarino e mettete da parte lasciando gli umori nel tegame.

    Foto del passaggio 5 della ricetta Zuppetta di Seppioline alla Mediterranea alla Mia Maniera
  6. 6

    Ora, sempre nello stesso tegame, mettete un giro d'olio e le alici. Fatele sciogliere a fuoco lento con un goccio di acqua. Ora togliete l'aglio, unite la salsa di pomodoro, del peperoncino frantumato mescolando bene. Unite ora le seppioline, mescolate, coprite e cuocete per almeno 30 minuti. Aggiungete all'occorrenza un mestolino d'acqua calda. Gli ultimi due minuti aggiungete il peperone. La salsa deve risultare cremosa ma molto fluida.

    Foto del passaggio 6 della ricetta Zuppetta di Seppioline alla Mediterranea alla Mia Maniera
    Foto del passaggio 6 della ricetta Zuppetta di Seppioline alla Mediterranea alla Mia Maniera
  7. 7

    Tostate il il pane con un filo d'olio. (io la fetta di pane l'ho tagliata in due trasversalmente). Ora potete comporre il piatto mettendo un paio di seppioline, qualche spicchio di pomodorino, qualche oliva e qualche fogliolina di basilico. Una fetta di pane e un filo di olio a crudo.

    Foto del passaggio 7 della ricetta Zuppetta di Seppioline alla Mediterranea alla Mia Maniera
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Tony Mazzanobile
Tony Mazzanobile @tonyliebt_kocht
il 06 giugno 2026 13:23

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