Fusilloni con ragù d'anatra alla birra, crema di porcini, funghi pioppini e pinoli tostati

"I funghi si chiamano tra loro". Me lo diceva mio padre mentre camminavamo tra le felci, i tronchi muschiati e le foglie scricchiolanti dell’autunno. Aveva quella voce pacata, carica di esperienza, che non lasciava spazio ai dubbi. Io lo seguivo con gli occhi spalancati, cercando di capire come potessero farlo: parlavano? Si mandavano segnali invisibili? Ero affascinato da questa idea, dal pensiero che sotto i nostri piedi esistesse un mondo segreto, un linguaggio che solo la foresta conosceva. Tra tutte le storie che mi raccontava, una in particolare mi rimase impressa: se un fungo aveva un ricciolo sul gambo, allora lì vicino ce n’erano sicuramente altri. Era un segnale, un indizio lasciato dalla natura per chi sapeva osservare. Così, ogni volta che trovavo un porcino con quel particolare segno, il cuore mi batteva forte. Anni dopo, con più conoscenze ma la stessa meraviglia negli occhi, mi sono chiesto: questa leggenda ha un fondo di verità o è solo una di quelle dolci favole che si tramandano per rendere il bosco ancora più magico? La credenza che i funghi si chiamino tra loro e che un ricciolo sul gambo indichi la presenza di altri esemplari nelle vicinanze è diffusa tra molti cercatori, dal punto di vista scientifico, questa teoria non regge. L’arricciamento del gambo nei funghi porcini, è una reazione a fattori ambientali specifici (non si parlano tra loro..
Fusilloni con ragù d'anatra alla birra, crema di porcini, funghi pioppini e pinoli tostati
"I funghi si chiamano tra loro". Me lo diceva mio padre mentre camminavamo tra le felci, i tronchi muschiati e le foglie scricchiolanti dell’autunno. Aveva quella voce pacata, carica di esperienza, che non lasciava spazio ai dubbi. Io lo seguivo con gli occhi spalancati, cercando di capire come potessero farlo: parlavano? Si mandavano segnali invisibili? Ero affascinato da questa idea, dal pensiero che sotto i nostri piedi esistesse un mondo segreto, un linguaggio che solo la foresta conosceva. Tra tutte le storie che mi raccontava, una in particolare mi rimase impressa: se un fungo aveva un ricciolo sul gambo, allora lì vicino ce n’erano sicuramente altri. Era un segnale, un indizio lasciato dalla natura per chi sapeva osservare. Così, ogni volta che trovavo un porcino con quel particolare segno, il cuore mi batteva forte. Anni dopo, con più conoscenze ma la stessa meraviglia negli occhi, mi sono chiesto: questa leggenda ha un fondo di verità o è solo una di quelle dolci favole che si tramandano per rendere il bosco ancora più magico? La credenza che i funghi si chiamino tra loro e che un ricciolo sul gambo indichi la presenza di altri esemplari nelle vicinanze è diffusa tra molti cercatori, dal punto di vista scientifico, questa teoria non regge. L’arricciamento del gambo nei funghi porcini, è una reazione a fattori ambientali specifici (non si parlano tra loro..
Istruzioni per cucinare
- 1
Mettete a bagno in una tazza con latte tiepido i porcini secchi per circa 20 minuti. Poi filtrate il latte e tritate i funghi. Tostate i pinoli.
- 2
In un tegame o padella, mettete un giro d'olio, la patata e la cipolla tagliati a fettine sottili e un paio di foglie di salvia. Fate insaporire e poi aggiungete il latte filtrato e i funghi tritati. Salate e fate cuocere coperto finchè non sarà tutto morbido (se è il caso aggiungete altro latte). Dopo di che, togliete la salvia e frullate il tutto con un po' di olio. Aggiustate di sale e pepe.
- 3
In una padella calda mettete un giro d'olio, uno spicchio d'aglio e un rametto di rosmarino. Fate insaporire e poi unite i funghi pioppini lavati sotto acqua corrente (non stagnante). Salate, aggiungete pepe e un goccio di brodo o acqua. Cuocete non molto (10 minuti circa) a fiamma vivace. L'ultimo minuto aggiungete una noce di burro, saltate e poi mettete da parte.
- 4
Nel tegame che possa contenere il ragù, mettete due giri d'olio, uno spicchio d'aglio e una foglia di alloro. Fate insaporire e unite il trito (non troppo fine) di carota, cipolla, sedano. Fate appassire le verdure, con fuoco vivace, sempre girando per non bruciarle.
- 5
Ora unite la carne sgranandola con le mani. Salate e pepate. Sempre a fuoco vivace continuate a girare facendo colorare la carne. Quando la carne ha perso il colore e spostando con il cucchiaio dai bordi non noterete più liquido acquoso, sfumate con mezzo bicchiere di birra. Fate evaporare l'alcol, abbassate la fiamma e fate cuocere per circa 30 minuti (finchè si asciuga quasi del tutto.
- 6
Mettete a cuocere i fusilloni in abbondante acqua salata. Mentre preparate sui fornelli la padella che servirà a saltare poi la pasta, aggiungendo un filo d'olio.
- 7
Quando è cotta al dente, trasferitela nella padella calda. Fatela impregnare un attimo dell'olio saltandola, Poi aggiungete una buona parte di crema lasciandone un po' per l'impiatto. Aggiungete un mestolino di acqua di cottura. Aggiungete un giro d'olio a crudo, e saltate finchè è tutto cremoso e fluido. Unite i pioppini (caldi) mescolando delicatamente.
- 8
Impiattate mettendo la porzione di pasta facendo colare ancora qualche goccia di crema, mettete sopra una porzione di ragù e un po' di pinoli tostati. Un filo di olio a crudo ed è pronto da mangiare.
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