Pici all'aglione

In Toscana ho scoperto una cultura gastronomica di grande spessore che affonda le sue radici nella tradizione contadina di un popolo che ha vissuto fasi alterne di grandi fasti e di povertà, originando piatti semplici e genuini o ricchi ed elaborati.
Oggi cucineremo insieme un piatto rinomato e semplice della tradizione: i Pici all'aglione!
L'aglione è un bulbo composto da due a sei spicchi che somiglia all'aglio comune, ma è molto più grande (una "testa" arriva a oltre ½ kg di peso) e non contiene aglina, il che determina un aroma più delicato e digeribile che gli è valso l'appellativo di "aglio del bacio" perchè non lascia spiacevoli effetti sull'alito. Viene coltivato solo in Val di Chiana (dove è stato inserito tra i prodotti del Presidio Slow Food) ed in alcune zone della Maremma, per cui il prodotto si trova raramente fuori Regione ed ha un costo notevole (25/30 Euro al kg), ma vale davvero la pena comprarlo.
I pici sono un formato tipico toscano simile agli strangozzi o strozzapreti del resto del Centro Italia; è un prodotto antico (sono state trovate raffigurazioni di Pici nelle tombe etrusche) e l'origine del nome secondo alcuni sarebbe legato alla figura di Marco Gavio Apicio, gastronomo romano e autore della famosa opera "De re Coquinaria”. Con molta probabilità però, il nome deriva dal gesto che si compie con il palmo della mano nel dare la forma al picio: gesto che, nel gergo culinario toscano, è "appicciare".
Pici all'aglione
In Toscana ho scoperto una cultura gastronomica di grande spessore che affonda le sue radici nella tradizione contadina di un popolo che ha vissuto fasi alterne di grandi fasti e di povertà, originando piatti semplici e genuini o ricchi ed elaborati.
Oggi cucineremo insieme un piatto rinomato e semplice della tradizione: i Pici all'aglione!
L'aglione è un bulbo composto da due a sei spicchi che somiglia all'aglio comune, ma è molto più grande (una "testa" arriva a oltre ½ kg di peso) e non contiene aglina, il che determina un aroma più delicato e digeribile che gli è valso l'appellativo di "aglio del bacio" perchè non lascia spiacevoli effetti sull'alito. Viene coltivato solo in Val di Chiana (dove è stato inserito tra i prodotti del Presidio Slow Food) ed in alcune zone della Maremma, per cui il prodotto si trova raramente fuori Regione ed ha un costo notevole (25/30 Euro al kg), ma vale davvero la pena comprarlo.
I pici sono un formato tipico toscano simile agli strangozzi o strozzapreti del resto del Centro Italia; è un prodotto antico (sono state trovate raffigurazioni di Pici nelle tombe etrusche) e l'origine del nome secondo alcuni sarebbe legato alla figura di Marco Gavio Apicio, gastronomo romano e autore della famosa opera "De re Coquinaria”. Con molta probabilità però, il nome deriva dal gesto che si compie con il palmo della mano nel dare la forma al picio: gesto che, nel gergo culinario toscano, è "appicciare".
Istruzioni per cucinare
- 1
Per preparare i pici (io da buon siciliano ho usato la semola di grano duro, ma in Toscana usano la farina di grano tenero di tipo 0): impastare la farina con acqua tiepida leggermente salata, lavorando il panetto per una decina di minuti; quindi avvolgerlo nella pellicola e lasciarlo riposare almeno mezz'ora.
- 2
Dopo avef fatto riposare l'impasto, riammassatelo per qualche minuto e poi create delle palline quanto quelle da tennis e passatele al mattarello fino a ottenere una sfoglia alta poco meno di un cm, che taglierete col coltello in strisce di pari larghezza. Stendete i pici così ottenuti larghi su una tovaglia evitando che si riattacchino tra loro e lasciateli ad asciugare un po'.
- 3
Per il sugo: mettete sul fuoco una pentola capiente di acqua e portatela a ebollizione: vi scotterete per pochi secondi i pomodori lavati, in modo da poterli spellare. Tagliateli a pezzetti avendo cura di togliere i semi.
- 4
Sfogliate due spicchi di aglione e tritateli in modo finissimo per poi schiacciarli con la lama del coltello o in un mortaio fino a renderli una massa cremosa che aggiungerete col peperoncino a un fondo di casseruola di olio di oliva non troppo caldo (per confronto, ho riprodotto in foto per voi uno spicchio di aglione vicino ad un comune spicchio di aglio).
- 5
Fate soffriggere a fiamma bassissima l'aglione per pochi minuti, quindi sfumate col vino bianco, lasciando evaporare, e poi aggiungete i pomodori a pezzetti, il sale e un cucchiaio di aceto di vino.
- 6
Mentre il sugo cuoce col coperchio mettete su l'acqua per la pasta e salatela il giusto. Regolatevi sui tempi: il sugo di pomodoro fresco richiede tra i 20 e i 25 min. di cottura, mentre i pici freschi vogliono tra i 6 e i 10 min. secondo l'impasto. Quando la pasta sarà ben al dente scolatela e mescolate col sugo all'aglione. Lasciate insaporire un paio di minuti e impiattate. Secondo me aggiungere il parmigiano equivale a un peccato capitale, ma fate un po' voi! Vino bianco fermo d'obbligo.
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