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Pan co' santi a lievitazione naturale
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Foto di Pan co' santi a lievitazione naturale

Pan co' santi a lievitazione naturale

Loredana_iocucino
Loredana_iocucino @loredanacefalo_blog
Roma

La versione cattolica delle celebrazioni di fine estate è la festa di Ognissanti.
Prima di diventare festa di precetto (ossia quelle segnate in rosso sul calendario), la festa di Tutti i Santi veniva già festeggiata in Inghilterra fra il 31 ottobre e il 1º novembre, e derivava dal capodanno Celtico dello Samahin.
Secondo le credenze celtiche, durante la festa del Samhain i morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita e celebrazioni gioiose venivano tenute in loro onore.
Con l’avvento del cristianesimo e la scissione con il protestantesimo, però, la festa non si perse, ma la data della celebrazione dei defunti fu spostata al 2 novembre, mentre per la chiesa cattolica il 1° novembre divenne la celebrazione di Ognissanti.
L’aspetto della festa di offerta e festeggiamento dei cari trapassati fu quindi trasferito in collo ai trapassati gloriosi, i Santi.
Nel folklore Ognissanti e giorno dei morti sono legati a una tradizione che venera gli antenati. È un’usanza tipica di tutto il mondo che viene praticata a seconda della cultura del Paese.
E nel mondo sono molte le culture che vogliono i defunti affamati.
E’ proprio da questa antica tradizione che sembra nasca il Pan co’ santi senese, per fare in modo che le anime dei defunti si “purifichino” mangiando “i santi”, ossia uvetta e noci aggiunti al pane.

La versione cattolica delle celebrazioni di fine estate è la festa di Ognissanti.
Prima di diventare festa di precetto (ossia quelle segnate in rosso sul calendario), la festa di Tutti i Santi veniva già festeggiata in Inghilterra fra il 31 ottobre e il 1º novembre, e derivava dal capodanno Celtico dello Samahin.
Secondo le credenze celtiche, durante la festa del Samhain i morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita e celebrazioni gioiose venivano tenute in loro onore.
Con l’avvento del cristianesimo e la scissione con il protestantesimo, però, la festa non si perse, ma la data della celebrazione dei defunti fu spostata al 2 novembre, mentre per la chiesa cattolica il 1° novembre divenne la celebrazione di Ognissanti.
L’aspetto della festa di offerta e festeggiamento dei cari trapassati fu quindi trasferito in collo ai trapassati gloriosi, i Santi.
Nel folklore Ognissanti e giorno dei morti sono legati a una tradizione che venera gli antenati. È un’usanza tipica di tutto il mondo che viene praticata a seconda della cultura del Paese.
E nel mondo sono molte le culture che vogliono i defunti affamati.
E’ proprio da questa antica tradizione che sembra nasca il Pan co’ santi senese, per fare in modo che le anime dei defunti si “purifichino” mangiando “i santi”, ossia uvetta e noci aggiunti al pane.

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Pan co' santi a lievitazione naturale

Loredana_iocucino
Loredana_iocucino @loredanacefalo_blog
Roma

La versione cattolica delle celebrazioni di fine estate è la festa di Ognissanti.
Prima di diventare festa di precetto (ossia quelle segnate in rosso sul calendario), la festa di Tutti i Santi veniva già festeggiata in Inghilterra fra il 31 ottobre e il 1º novembre, e derivava dal capodanno Celtico dello Samahin.
Secondo le credenze celtiche, durante la festa del Samhain i morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita e celebrazioni gioiose venivano tenute in loro onore.
Con l’avvento del cristianesimo e la scissione con il protestantesimo, però, la festa non si perse, ma la data della celebrazione dei defunti fu spostata al 2 novembre, mentre per la chiesa cattolica il 1° novembre divenne la celebrazione di Ognissanti.
L’aspetto della festa di offerta e festeggiamento dei cari trapassati fu quindi trasferito in collo ai trapassati gloriosi, i Santi.
Nel folklore Ognissanti e giorno dei morti sono legati a una tradizione che venera gli antenati. È un’usanza tipica di tutto il mondo che viene praticata a seconda della cultura del Paese.
E nel mondo sono molte le culture che vogliono i defunti affamati.
E’ proprio da questa antica tradizione che sembra nasca il Pan co’ santi senese, per fare in modo che le anime dei defunti si “purifichino” mangiando “i santi”, ossia uvetta e noci aggiunti al pane.

La versione cattolica delle celebrazioni di fine estate è la festa di Ognissanti.
Prima di diventare festa di precetto (ossia quelle segnate in rosso sul calendario), la festa di Tutti i Santi veniva già festeggiata in Inghilterra fra il 31 ottobre e il 1º novembre, e derivava dal capodanno Celtico dello Samahin.
Secondo le credenze celtiche, durante la festa del Samhain i morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita e celebrazioni gioiose venivano tenute in loro onore.
Con l’avvento del cristianesimo e la scissione con il protestantesimo, però, la festa non si perse, ma la data della celebrazione dei defunti fu spostata al 2 novembre, mentre per la chiesa cattolica il 1° novembre divenne la celebrazione di Ognissanti.
L’aspetto della festa di offerta e festeggiamento dei cari trapassati fu quindi trasferito in collo ai trapassati gloriosi, i Santi.
Nel folklore Ognissanti e giorno dei morti sono legati a una tradizione che venera gli antenati. È un’usanza tipica di tutto il mondo che viene praticata a seconda della cultura del Paese.
E nel mondo sono molte le culture che vogliono i defunti affamati.
E’ proprio da questa antica tradizione che sembra nasca il Pan co’ santi senese, per fare in modo che le anime dei defunti si “purifichino” mangiando “i santi”, ossia uvetta e noci aggiunti al pane.

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Ingredienti

5-15h
4 porzioni
  • 400 gfarina di forza
  • 60 gzucchero
  • 90g licoli oppure 20g lievito di birra fresco
  • 120 mlacqua a temperatura ambiente
  • 120 mllatte a temperatura ambiente
  • 60 mlolio evo
  • 40 gburro a temperatura ambiente
  • 1 cucchiainopepe nero macinato
  • 1/2 cucchiainosale
  • 100 guvetta
  • 150 gnoci sgusciate
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Istruzioni per cucinare

5-15h
  1. 1

    Se volete utilizzare un lievito naturale, vi consiglio di utilizzare il lievito liquido da acqua fermentata. In questo caso la lievitazione sarà più lunga e il procedimento più complesso e potete seguire le istruzioni nell'apposita sezione del lievito liquido da acqua fermentata.

  2. 2

    Nel caso utilizziate invece lievito di birra fresco il procedimento sarà più semplice e il pane riuscirete a farlo entro l'ora di pranzo o di cena.

  3. 3

    Innanzitutto mettete l'uvetta ad ammollare in una ciotola d'acqua.

  4. 4

    Nel cestello della planetaria mettete la farina setacciata il lievito di birra fresco spezzettato, oppure i licoli, lo zucchero e azionatela a velocità media.

    Foto del passaggio 4 della ricetta Pan co' santi a lievitazione naturale
    Foto del passaggio 4 della ricetta Pan co' santi a lievitazione naturale
  5. 5

    Quando gli ingredienti si saranno amalgamati bene, inserite poco alla volta l'acqua e il latte mescolate tra di loro. Dovrete inserirli in tre tempi lasciando asciugare assorbire l'acqua degli ingredienti secchi prima di inserire la successiva dose di liquido.

    Foto del passaggio 5 della ricetta Pan co' santi a lievitazione naturale
  6. 6

    Dovrete scordare l'impasto dal gancio della planetaria più di una volta prima di poter inserire gli altri ingredienti.

  7. 7

    A questo punto aggiungete l'olio in due tempi, facendo assorbire la parte di olio precedente prima di inserire la seconda parte e procedete alla stessa maniera con il burro.

    Foto del passaggio 7 della ricetta Pan co' santi a lievitazione naturale
    Foto del passaggio 7 della ricetta Pan co' santi a lievitazione naturale
  8. 8

    Infine aggiungete il pepe e il sale e lasciare amalgamare.

    Foto del passaggio 8 della ricetta Pan co' santi a lievitazione naturale
  9. 9

    Solo alla fine andranno inserite i santi, ossia l'uvetta precedentemente strizzata dall'acqua di ammollo e le noci spezzettate.

    Foto del passaggio 9 della ricetta Pan co' santi a lievitazione naturale
  10. 10

    Azionate la planetaria velocità medio-alta e fate amalgamare molto bene il composto scordando dal gancio tre o quattro volte in modo tale che il glutine faccia il suo lavoro e si forma la maglia glutinica.

  11. 11

    Mettete l'impasto sul piano di lavoro e lavoratelo finemente fino a quando non sarà ben compatto ed elastico.

    Foto del passaggio 11 della ricetta Pan co' santi a lievitazione naturale
  12. 12

    Oliate e infarinate una ciotola, fate il taglio al centro del vostro panetto e mettetelo a lievitare per almeno 3 ore nel caso del lievito di birra fresco e per almeno 12 ore nel caso dei licoli sigillando la ciotola con pellicola trasparente.

    Foto del passaggio 12 della ricetta Pan co' santi a lievitazione naturale
  13. 13

    Per una buona lievitazione la temperatura dovrebbe essere controllata di circa 25/28 ° costante. Potreste far lievitare il vostro impasto nel forno spento con la luce accesa controllando di tanto in tanto la temperatura.

    Foto del passaggio 13 della ricetta Pan co' santi a lievitazione naturale
  14. 14

    Quando l'impasto avrà raggiunto il doppio del suo volume, toglietelo dalla ciotola, manipolatelo per dargli la forma del pane che desiderate e mettetelo nella teglia dove andrete a cuocerlo successivamente, foderata di carta forno, coprendolo con la pellicola tenuta morbida.

    Foto del passaggio 14 della ricetta Pan co' santi a lievitazione naturale
  15. 15

    Tenete l'impasto a riposare per ancora un'ora e, poi cuocetelo a 180° statico per circa un'ora nel forno preriscaldato.

  16. 16

    Io ho cotto il mio pan co' santi trattandolo come il pane. 15 minuti 220° a vapore (o con ciotola di acqua nel forno), 20 minuti 200° senza vapore (o senza ciotola) e 15 minuti 180° a spiffero. Il risultato è stato un pane umido all'interno e con una crosticina deliziosa all'esterno, ma la ricetta originale vuole la cottura in forno statico a 180°. Questione di gusti: a voi la scelta!

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Loredana_iocucino
Loredana_iocucino @loredanacefalo_blog
il 29 ottobre 2019 05:53
Roma
La mia bacchetta magica mi permette di trasformare ogni cosa. Penso, disegno, compongo piatti diversi, dove gli ingredienti si affacciano timidamente nel vostro palato, facendosi sentire tutti, uno ad uno, in un esplosione di sapore. Mi piace unire tradizione e cucina moderna, con curiosità verso le nuove tecniche, ma grande rispetto per ciò che è stato.Ho un unico motto: in cucina bisogna essere liberi di sperimentare!Mi trovate:Youtube canale #IOCUCINOInstagram @loredana_iocucino
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