Olive di Sant’Agata 🌷

Le “Aliveddi ri Sant’Àjita” sono dolci tipici a base di mandorle, zucchero e liquore che si preparano a Catania in occasione della festa della Patrona. Questa celebrazione, che ha il suo culmine il 5 febbraio, è la terza festa Cristina più importante al mondo, con quasi un milione di partecipanti.
La leggenda narra che il proconsole romano Quinziano sì invaghì di Agata, una giovane nobildonna catanese consacrata a Dio, che non tradì mai la sua fede Cristina. Questo, tormentato dal desiderio di lei, che puntualmente lo rifiutava, la sottopose a soprusi e torture di ogni genere.
Si narra che un giorno, mentre scappava, braccata dai soldati romani, Agata si fermò ad allacciarsi un sandalo. Non appena il piede toccò il suolo, iniziò a crescere un albero di ulivo pieno di frutti.
Un’altra versione racconta che Agata si sarebbe imbattuta contro un albero sterile, che grazie al suo tocco, avrebbe iniziato a produrre le olive.
Dopo la sua morte, i cittadini raccolsero le olive e le conservarono come reliquie.
Questi deliziosi dolcetti di pasta di mandorla, si preparano già a gennaio, in vista dei festeggiamenti della “Santuzza”, ma nelle pasticcerie più fornite è possibile trovarli tutto l’anno. #dolcitradizionali #pastadimandorle #mandorle #rum
Olive di Sant’Agata 🌷
Le “Aliveddi ri Sant’Àjita” sono dolci tipici a base di mandorle, zucchero e liquore che si preparano a Catania in occasione della festa della Patrona. Questa celebrazione, che ha il suo culmine il 5 febbraio, è la terza festa Cristina più importante al mondo, con quasi un milione di partecipanti.
La leggenda narra che il proconsole romano Quinziano sì invaghì di Agata, una giovane nobildonna catanese consacrata a Dio, che non tradì mai la sua fede Cristina. Questo, tormentato dal desiderio di lei, che puntualmente lo rifiutava, la sottopose a soprusi e torture di ogni genere.
Si narra che un giorno, mentre scappava, braccata dai soldati romani, Agata si fermò ad allacciarsi un sandalo. Non appena il piede toccò il suolo, iniziò a crescere un albero di ulivo pieno di frutti.
Un’altra versione racconta che Agata si sarebbe imbattuta contro un albero sterile, che grazie al suo tocco, avrebbe iniziato a produrre le olive.
Dopo la sua morte, i cittadini raccolsero le olive e le conservarono come reliquie.
Questi deliziosi dolcetti di pasta di mandorla, si preparano già a gennaio, in vista dei festeggiamenti della “Santuzza”, ma nelle pasticcerie più fornite è possibile trovarli tutto l’anno. #dolcitradizionali #pastadimandorle #mandorle #rum
Istruzioni per cucinare
- 1
Versiamo l’acqua e metà dello zucchero in pentolino e cuociamo a fiamma moderata, mescolando di tanto in tanto. Quando lo zucchero sarà sciolto, spegniamo.
- 2
Nel frattempo tritiamo finemente le mandorle spellate insieme al resto dello zucchero.
- 3
Uniamo il liquore alle mandorle mescolando bene.
- 4
Nel frattempo lo sciroppo sarà tiepido e possiamo aggiungere il colorante, poco per volta e mescoliamo.
- 5
Ora aggiungiamo lo sciroppo verde a filo nel composto di mandorle amalgamando bene.
- 6
Cuociamo la pasta di mandorle per 5 minuti mescolando continuamente. Quindi spegniamo la fiamma e mescoliamo di continuo per fare intiepidire il composto, senza farlo raffreddare.
Infine preleviamo delle piccole porzioni e realizziamo le olivette modellandole con le mani. - 7
Passiamo le olive nello zucchero e le adagiamo sopra un piatto rivestito di carta.
- 8
Prima di gustarle, le facciamo asciugare per 12 ore.
- 9
Consigli
☑️ Conserva le olivette dentro una scatola di latta per 15 giorni. ☺️ - 10
☑️ Per colorare la pasta di mandorle può utilizzare anche un colorante in gel oppure il tea matcha. ☺️
- 11
☑️ Per aromatizzare questi dolcetti puoi anche usare un liquore dolce al posto del rum o un’essenza. ☺️
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