Piadine di recupero per le emergenze

Se si possiede il lievito madre una delle domande più ricorrenti è sicuramente "Cosa ci faccio adesso con l'esubero?" 😅 Sono davvero tanti i modi di valorizzare l'esubero del lievito madre, e dato che in frigorifero ne avevo un po' da smaltire ho preparato una discreta quantità di impasto per le piadine! 😆 La comodità è che, avendolo già suddiviso in porzioni, ho potuto congelarle separatamente: all'occorrenza basterà scongelare il numero di porzioni indicate, lasciarlo acclimatare e ammorbidire, stendete e cuocere: non trovate sia un modo bello e intelligente per ridurre gli sprechi? 😉 Per l'occasione ho scelto di utilizzare una farina di grani antichi, che ha dato all'impasto (e ancora di più al prodotto finito) un profumo incredibile! ❤️
Grazie a @cook_16147943 per avermi dato l'ispirazione con le sue "Piadine con esubero di lievito madre", che io ho realizzato in versione vegetale!
#regalodinatale
Piadine di recupero per le emergenze
Se si possiede il lievito madre una delle domande più ricorrenti è sicuramente "Cosa ci faccio adesso con l'esubero?" 😅 Sono davvero tanti i modi di valorizzare l'esubero del lievito madre, e dato che in frigorifero ne avevo un po' da smaltire ho preparato una discreta quantità di impasto per le piadine! 😆 La comodità è che, avendolo già suddiviso in porzioni, ho potuto congelarle separatamente: all'occorrenza basterà scongelare il numero di porzioni indicate, lasciarlo acclimatare e ammorbidire, stendete e cuocere: non trovate sia un modo bello e intelligente per ridurre gli sprechi? 😉 Per l'occasione ho scelto di utilizzare una farina di grani antichi, che ha dato all'impasto (e ancora di più al prodotto finito) un profumo incredibile! ❤️
Grazie a @cook_16147943 per avermi dato l'ispirazione con le sue "Piadine con esubero di lievito madre", che io ho realizzato in versione vegetale!
#regalodinatale
Istruzioni per cucinare
- 1
Inserire l'esubero di lievito madre, l'acqua e il latte vegetale non dolcificato nella ciotola di una planetaria e, con l'aiuto di una frusta K, scioglierli il più possibile finché non si sarà formata una leggera schiuma.
- 2
Cambiare la frusta K con la frusta a gancio e aggiungere la farina di grano duro di tipo 2, la farina 1 e il sale, iniziando a impastare.
- 3
Unire poi a filo l'olio extravergine d'oliva, sempre continuando a impastare.
- 4
Proseguire a mano con la lavorazione dell'impasto su un piano di lavoro infarinato: si dovrà ottenere una consistenza morbida e asciutta.
- 5
Riporre l'impasto in un recipiente abbastanza capiente da contenerlo comodamente, coprire bene e lasciare riposare nel forno spento con la lucina accesa per 2-3 ore: non aumenterà di volume, ma risulterà molto più morbido e rilassato.
- 6
Trascorso il tempo riprendere l'impasto e dividerlo in 30 porzioni da circa 100 g ciascuna, lavorarle in modo da ottenere delle palline, appiattirle leggermente e, man mano che sono pronte, sistemarle su un vassoio o una teglia ricoperti di carta forno.
- 7
A questo punto è possibile procedere in due modi:
- far riposare un'altra oretta (sempre nel forno spento con la lucina accesa) le palline di impasto, poi stenderle e utilizzarle subito;
- coprire con pellicola a contatto, congelare e poi riporre le palline ormai congelate in un contenitore apposito, tirandole fuori al bisogno. - 8
NOTE: È evidente che le dosi indicate sono elevate perché volevo preparare una bella scorta di impasto da tenere pronto, appunto, per le emergenze. Nel caso si voglia procedere con una quantità ridotta, per esempio per 3 piadine, gli ingredienti andranno modificati come segue: 45 g esubero, 45 ml acqua, 40 ml latte vegetale non dolcificato, 170 g farina (del tipo che si preferisce), 1 cucchiaio olio extravergine d'oliva, 3 g sale. Il procedimento resta invece lo stesso.
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