Le mie pettole della tradizione natalizia tarantina🎄🎅🎁❄️⛄🎀

UNA RICETTA DAL SAPORE “LEGGENDARIO”
Una ricetta golosa, che secondo una leggenda sembrano nascere dall’errore di una casalinga. Infatti si narra che durante la transumanza i pastori d’Abruzzo passassero da Taranto all’alba “portando la Novena” al suono delle loro zampogne. Le donne tarantine, già sveglie per impastare il pane, scendevano in strada per ascoltare la loro musica natalizia. Una di queste rimasta incantata li seguì per tutti i vicoli della città e al ritorno a casa trovò, però, l’impasto del pane triplicato di volume e quindi non più utilizzabile. Così pur di non sprecarlo, scaldò l’olio e vi mise dentro l’impasto a cucchiaiate. La palline di pasta fritta piacquero molto ai suoi figlioletti, che chiesero alla mamma quale era il nome. Allora lei pensando a una versione mini della focaccia, “pitta” in dialetto tarantino, rispose: Pettel. Da lì il nome di pettole.
Da allora a Taranto, durante la notte di Santa Cecilia, 22 novembre, (patrona dei musicisti), le bande cittadine suonano la Novena per le strade della città accolte con pettole fumanti, che le famiglie preparano insieme ad albero di Natale e presepe. #regalodinatale
Le mie pettole della tradizione natalizia tarantina🎄🎅🎁❄️⛄🎀
UNA RICETTA DAL SAPORE “LEGGENDARIO”
Una ricetta golosa, che secondo una leggenda sembrano nascere dall’errore di una casalinga. Infatti si narra che durante la transumanza i pastori d’Abruzzo passassero da Taranto all’alba “portando la Novena” al suono delle loro zampogne. Le donne tarantine, già sveglie per impastare il pane, scendevano in strada per ascoltare la loro musica natalizia. Una di queste rimasta incantata li seguì per tutti i vicoli della città e al ritorno a casa trovò, però, l’impasto del pane triplicato di volume e quindi non più utilizzabile. Così pur di non sprecarlo, scaldò l’olio e vi mise dentro l’impasto a cucchiaiate. La palline di pasta fritta piacquero molto ai suoi figlioletti, che chiesero alla mamma quale era il nome. Allora lei pensando a una versione mini della focaccia, “pitta” in dialetto tarantino, rispose: Pettel. Da lì il nome di pettole.
Da allora a Taranto, durante la notte di Santa Cecilia, 22 novembre, (patrona dei musicisti), le bande cittadine suonano la Novena per le strade della città accolte con pettole fumanti, che le famiglie preparano insieme ad albero di Natale e presepe. #regalodinatale
Istruzioni per cucinare
- 1
Questa volta mi sono fatta aiutare dalla planetaria, ho messo la farina, il sale, il miele, la patata schiacciata e man mano ho mescolato con l'acqua tiepida dove ho sciolto il lievito, prima con le mani per trovare la giusta consistenza, che è come una pastella consistente, o un impasto di pizza lento, giusto per intenderci. Poi ha continuato il gancio per 5 minuti circa. Riposo per 3-4 circa a temperatura ambiente.
- 2
- 3
Risulterà un impasto triplicato e bolloso, molto elastico e profumato.
- 4
In una casseruola per frittura mettere abbondante olio, se è poco si inzupperanno e non potranno girare da sole per cuocersi bene dentro, a fiamma media, fino a doratura.
- 5
- 6
- 7
Scolare ben bene e mettere in un contenitore con carta assorbente. Si mangiano così al naturale, calde calde, come antipasto, stuzzichino, "finger food" oppure dolci con zucchero semolato, riscaldate nel miele o vincotto. Molti usano anche pastellare alici, baccalà e verdure varie tipo i cavoli, insomma un impasto semplice, ma versatile, buon appetito!!!
- 8
Keywords
Ricette simili
Altre ricette consigliate
























Commenti