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Qual’è lo scopo di sfumare con il vino il cibo in fase di cottura
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Foto di Qual’è lo scopo di sfumare con il vino il cibo in fase di cottura

Qual’è lo scopo di sfumare con il vino il cibo in fase di cottura

Tony Mazzanobile
Tony Mazzanobile @tonyliebt_kocht

#consigliutili Perché usare il vino per cucinare? Questa operazione che si definisce “sfumare con il vino”, permette a risotti, soffritti, secondi di carne a cottura lenta e a molte altre preparazioni di poter avvalersi delle numerose proprietà di un buon vino, che brucia i grassi, contiene zuccheri e profuma la pietanza. Tutto ciò ad una condizione, naturalmente: che il vino sia di alta qualità, perché dopo l'evaporazione dell'alcol rimane il gusto della bassa qualità del vino...
Questa pratica aiuta a deglassare il piatto grazie alla parte alcolica del vino. I grassi presenti nei condimenti come burro, lardo e grassi della carne, vengono in parte sciolti dal vino che crea una cremosità capace di dare morbidezza al piatto. Inoltre, l'acidità del vino bilancia il sapore pieno e corposo dei grassi.

#consigliutili Perché usare il vino per cucinare? Questa operazione che si definisce “sfumare con il vino”, permette a risotti, soffritti, secondi di carne a cottura lenta e a molte altre preparazioni di poter avvalersi delle numerose proprietà di un buon vino, che brucia i grassi, contiene zuccheri e profuma la pietanza. Tutto ciò ad una condizione, naturalmente: che il vino sia di alta qualità, perché dopo l'evaporazione dell'alcol rimane il gusto della bassa qualità del vino...
Questa pratica aiuta a deglassare il piatto grazie alla parte alcolica del vino. I grassi presenti nei condimenti come burro, lardo e grassi della carne, vengono in parte sciolti dal vino che crea una cremosità capace di dare morbidezza al piatto. Inoltre, l'acidità del vino bilancia il sapore pieno e corposo dei grassi.

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Tony Mazzanobile
Tony Mazzanobile @tonyliebt_kocht

#consigliutili Perché usare il vino per cucinare? Questa operazione che si definisce “sfumare con il vino”, permette a risotti, soffritti, secondi di carne a cottura lenta e a molte altre preparazioni di poter avvalersi delle numerose proprietà di un buon vino, che brucia i grassi, contiene zuccheri e profuma la pietanza. Tutto ciò ad una condizione, naturalmente: che il vino sia di alta qualità, perché dopo l'evaporazione dell'alcol rimane il gusto della bassa qualità del vino...
Questa pratica aiuta a deglassare il piatto grazie alla parte alcolica del vino. I grassi presenti nei condimenti come burro, lardo e grassi della carne, vengono in parte sciolti dal vino che crea una cremosità capace di dare morbidezza al piatto. Inoltre, l'acidità del vino bilancia il sapore pieno e corposo dei grassi.

#consigliutili Perché usare il vino per cucinare? Questa operazione che si definisce “sfumare con il vino”, permette a risotti, soffritti, secondi di carne a cottura lenta e a molte altre preparazioni di poter avvalersi delle numerose proprietà di un buon vino, che brucia i grassi, contiene zuccheri e profuma la pietanza. Tutto ciò ad una condizione, naturalmente: che il vino sia di alta qualità, perché dopo l'evaporazione dell'alcol rimane il gusto della bassa qualità del vino...
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Ingredienti

  • vino
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Istruzioni per cucinare

  1. 1

    Sfumate con il vino quando la preparazione avrà raggiunto il massimo del calore. Fate evaporare bene la parte alcolica e vedrete che si intensificheranno gli aromi della pietanza.

  2. 2

    QUALE VINO USARE? Il vino che usiamo per cucinare deve essere buono, proprio come un altro ingrediente qualsiasi della vostra ricetta: è questo il primo e unico requisito fondamentale per assicurarsi la riuscita di una ricetta con questo tipo di preparazione. È meglio utilizzare per sfumare una bottiglia di vino appena stappata, evitando di comprare vini economici e bottiglie lasciate aperte da giorni. Piuttosto evitate di sfumare.

  3. 3

    È consigliabile anche utilizzare nella preparazione lo stesso vino che abbinerete al vostro menù per il pranzo o la cena che state preparando: ad esempio, sfumate il vostro secondo a base di pesce con un buon bianco, lo stesso che poi servirete a tavola.
    Fate attenzione però anche a non eccedere in senso opposto, visto che non è opportuno usare vini pregiati (magari molto cari) per cucinare, poiché alcune delle loro proprietà si perdono nella cottura.

  4. 4

    PROVA DEL VINO: Non occorre essere dei sommelier per giudicare un vino da cucina sufficientemente buono. Il sapore e l’odore a tappo, l’acidità o, peggio ancora, il sentore di aceto sono difetti facilmente riscontrabili se, prima di usarlo per sfumare o irrorare la nostra pietanza, ne assaggiamo mezzo bicchiere, lo annusiamo e lo teniamo un po’ in bocca per valutarne il gusto e il retrogusto.

  5. 5

    VINO BIANCO O ROSSO? Non esiste una regola fissa. Il vino per brasato, stufati di carne o di selvaggina, è il rosso, che ha la proprietà di sgrassare il sapore della carne. Per cucinare il pesce è preferibile il bianco. Anche se baccalà, tonno, polpo ed alcune pietanze accettano anche il vino rosso. Sarà la vostra delicatezza a sceglierlo.

  6. 6

    Per le carni bianche, come pollo, anatra, tacchino o coniglio, il vino bianco è preferibile ad un rosso corposo; anche se al limite potete optare per un vino rosso contenente una quantità minima di tannino.

  7. 7

    ALL’INIZIO, DURANTE O FINE COTTURA? Il vino, bianco o rosso che sia, va usato al momento giusto: dipende dal ruolo che questo ingrediente svolge nell’equilibrio del piatto.
    Nel caso dei soffritti, ad esempio, va usato ad inizio cottura, per esaltare il sapore e lasciare un piacevole retrogusto nel piatto finito. Se lo scopo è invece quello di marinare la carne, andrà usato naturalmente prima della vera e propria cottura (che sia alla griglia o in padella).

  8. 8

    Viene usato durante la cottura nel caso di stufati o brasati, perché contribuisce a “sgrassare” il sapore della carne. Viene usato a fine cottura invece se l’obiettivo è semplicemente quello di profumare il piatto.

  9. 9

    Non versare il vino direttamente sulla pietanza o al centro, ma ai bordi della pentola o padella, primo motivo per non abbassare la temperatura della pietanza stessa e poi perché è proprio lì che si raccoglie la parte più grassa del soffritto e il vino può assolvere il suo compito (ovvero sfumare e bruciare i grassi) con più efficacia.

  10. 10

    IL DEGLASSAGGIO: Deglassare è il termine che indica l’operazione con cui si sciolgono i succhi di una preparazione rosolata che in cottura si sono rappresi sul fondo e sulle pareti della padella o pentola. Questa azione consente di ottenere una salsa particolarmente saporita.

  11. 11

    I succhi presenti in un cibo (per esempio un pezzo di carne) durante la cottura, infatti, tendono a caramellarsi e ad attaccarsi alla padella. Deglassando un fondo di cottura, lo si priva del grasso in eccesso. Le incrostazioni si staccano con l’aiuto del vino e si trasformano in una salsa scura: questa si fa poi ridurre a fuoco vivo finché acquista una certa consistenza.

  12. 12

    EVAPORAZIONE DELL’ALCOL: un dato scientifico che può esserci utile in cucina: l’alcol presente nel vino evapora alla temperatura di circa 77 gradi e ciò significa, considerando che l’acqua bolle a 100 gradi, che l’alcol versato a inizio cottura evapora quasi totalmente.

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Tony Mazzanobile
Tony Mazzanobile @tonyliebt_kocht
il 20 luglio 2018 16:11

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Vino

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