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Granita di pomodoro con crema di burrata e granella di pistacchi
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Foto di Granita di pomodoro con crema di burrata e granella di pistacchi

Granita di pomodoro con crema di burrata e granella di pistacchi

Tony Mazzanobile
Tony Mazzanobile @tonyliebt_kocht

La granita. Cominciamo da un dato interessante e lontanissimo. La storia della granita comincia lontano, nelle neviere dell’Hindu Kush, una montagna che sovrasta l’Afghanistan e il Pakistan. Questo dolce a base di neve, latte, miele, riso molto cotto e spezie, si vendeva per le strade di Pechino già nel 2000 a.c. Prima di approdare nei paesi arabi, infatti, il gelato si diffuse in India e Cina. Arrivò, poi, in Andalusia e nella Sicilia islamica. Già dal Medioevo, in Sicilia, c’erano i nivaroli, cioè coloro che si occupavano di raccogliere la neve sull’Etna, sui Peloritani, sugli Iblei e sui Nebrodi. Tutto l’anno, avevano il compito di conservare la neve in queste grotte, per poi trasportarla nelle località in riva al mare. Ancora oggi vi sono, su alcuni monti, delle buche usate per la conservazione del ghiaccio, rifinite con mattoni o pietre. Le famiglie benestanti acquistavano la neve dell’Etna e la facevano conservare in apposite case neviere, private e ad uso domestico. La neve, così, veniva grattata e utilizzata nella preparazione di sorbetti e gelati. Questo tipo di procedimento era ancora diffuso fino al primo Novecento con il nome di “rattata” (cioè grattata). Nel corso del XVI secolo la ricetta dello sherbet venne migliorata. Si scoprì che si poteva usare la neve, mista a sale marino, come espediente per refrigerare. La neve raccolta, così, passò da un ingrediente a un refrigerante.

La granita. Cominciamo da un dato interessante e lontanissimo. La storia della granita comincia lontano, nelle neviere dell’Hindu Kush, una montagna che sovrasta l’Afghanistan e il Pakistan. Questo dolce a base di neve, latte, miele, riso molto cotto e spezie, si vendeva per le strade di Pechino già nel 2000 a.c. Prima di approdare nei paesi arabi, infatti, il gelato si diffuse in India e Cina. Arrivò, poi, in Andalusia e nella Sicilia islamica. Già dal Medioevo, in Sicilia, c’erano i nivaroli, cioè coloro che si occupavano di raccogliere la neve sull’Etna, sui Peloritani, sugli Iblei e sui Nebrodi. Tutto l’anno, avevano il compito di conservare la neve in queste grotte, per poi trasportarla nelle località in riva al mare. Ancora oggi vi sono, su alcuni monti, delle buche usate per la conservazione del ghiaccio, rifinite con mattoni o pietre. Le famiglie benestanti acquistavano la neve dell’Etna e la facevano conservare in apposite case neviere, private e ad uso domestico. La neve, così, veniva grattata e utilizzata nella preparazione di sorbetti e gelati. Questo tipo di procedimento era ancora diffuso fino al primo Novecento con il nome di “rattata” (cioè grattata). Nel corso del XVI secolo la ricetta dello sherbet venne migliorata. Si scoprì che si poteva usare la neve, mista a sale marino, come espediente per refrigerare. La neve raccolta, così, passò da un ingrediente a un refrigerante.

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Granita di pomodoro con crema di burrata e granella di pistacchi

Tony Mazzanobile
Tony Mazzanobile @tonyliebt_kocht

La granita. Cominciamo da un dato interessante e lontanissimo. La storia della granita comincia lontano, nelle neviere dell’Hindu Kush, una montagna che sovrasta l’Afghanistan e il Pakistan. Questo dolce a base di neve, latte, miele, riso molto cotto e spezie, si vendeva per le strade di Pechino già nel 2000 a.c. Prima di approdare nei paesi arabi, infatti, il gelato si diffuse in India e Cina. Arrivò, poi, in Andalusia e nella Sicilia islamica. Già dal Medioevo, in Sicilia, c’erano i nivaroli, cioè coloro che si occupavano di raccogliere la neve sull’Etna, sui Peloritani, sugli Iblei e sui Nebrodi. Tutto l’anno, avevano il compito di conservare la neve in queste grotte, per poi trasportarla nelle località in riva al mare. Ancora oggi vi sono, su alcuni monti, delle buche usate per la conservazione del ghiaccio, rifinite con mattoni o pietre. Le famiglie benestanti acquistavano la neve dell’Etna e la facevano conservare in apposite case neviere, private e ad uso domestico. La neve, così, veniva grattata e utilizzata nella preparazione di sorbetti e gelati. Questo tipo di procedimento era ancora diffuso fino al primo Novecento con il nome di “rattata” (cioè grattata). Nel corso del XVI secolo la ricetta dello sherbet venne migliorata. Si scoprì che si poteva usare la neve, mista a sale marino, come espediente per refrigerare. La neve raccolta, così, passò da un ingrediente a un refrigerante.

La granita. Cominciamo da un dato interessante e lontanissimo. La storia della granita comincia lontano, nelle neviere dell’Hindu Kush, una montagna che sovrasta l’Afghanistan e il Pakistan. Questo dolce a base di neve, latte, miele, riso molto cotto e spezie, si vendeva per le strade di Pechino già nel 2000 a.c. Prima di approdare nei paesi arabi, infatti, il gelato si diffuse in India e Cina. Arrivò, poi, in Andalusia e nella Sicilia islamica. Già dal Medioevo, in Sicilia, c’erano i nivaroli, cioè coloro che si occupavano di raccogliere la neve sull’Etna, sui Peloritani, sugli Iblei e sui Nebrodi. Tutto l’anno, avevano il compito di conservare la neve in queste grotte, per poi trasportarla nelle località in riva al mare. Ancora oggi vi sono, su alcuni monti, delle buche usate per la conservazione del ghiaccio, rifinite con mattoni o pietre. Le famiglie benestanti acquistavano la neve dell’Etna e la facevano conservare in apposite case neviere, private e ad uso domestico. La neve, così, veniva grattata e utilizzata nella preparazione di sorbetti e gelati. Questo tipo di procedimento era ancora diffuso fino al primo Novecento con il nome di “rattata” (cioè grattata). Nel corso del XVI secolo la ricetta dello sherbet venne migliorata. Si scoprì che si poteva usare la neve, mista a sale marino, come espediente per refrigerare. La neve raccolta, così, passò da un ingrediente a un refrigerante.

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Ingredienti

x 6 persone
  • 400 gr.pomodori di tipo Piccadilly
  • 1burrata (media)
  • q.bGranella di pistacchio non tostato
  • 1 cucchiainosucco di limone
  • 2 goccetabasco
  • q.bOlio evo
  • 1 cucchiaiolatte intero (deve risultare una crema liscia e spumosa)
  • 2 fogliebasilico fresco
  • q.bpepe
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Istruzioni per cucinare

  1. 1

    Lavate i pomodori e pelateli (Scottandoli un paio di minuti in acqua bollente e poi raffreddandoli in acqua fredda) Tagliateli quindi a metà, elimina eventuali semi in eccesso e disponeteli ordinatamente in un contenitore in plastica adatto al freezer. Conditeli con un pizzico di sale. Coprite il contenitore e riponetelo in freezer. Suggerisco di prepararli in anticipo il giorno prima.

    Foto del passaggio 1 della ricetta Granita di pomodoro con crema di burrata e granella di pistacchi
    Foto del passaggio 1 della ricetta Granita di pomodoro con crema di burrata e granella di pistacchi
  2. 2

    Mettete la burrata, spezzettata, dentro il bicchiere per frullatore ad immersione insieme al latte ed un pizzico di sale. Frullare ad intermittenza fino ad ottenere una crema liscia e spumosa. Tenete da parte in frigo, mentre preparate la granita di pomodoro.

    Foto del passaggio 2 della ricetta Granita di pomodoro con crema di burrata e granella di pistacchi
    Foto del passaggio 2 della ricetta Granita di pomodoro con crema di burrata e granella di pistacchi
  3. 3

    Prendete dal freezer i pomodori e metteteli nel bicchiere del mixer insieme a tabasco, succo di limone, olio evo, basilico, sale e pepe macinato fresco di mulinello. Frullate ad intermittenza. Dovete ottenere una granita di consistenza sabbiosa.

    Foto del passaggio 3 della ricetta Granita di pomodoro con crema di burrata e granella di pistacchi
    Foto del passaggio 3 della ricetta Granita di pomodoro con crema di burrata e granella di pistacchi
  4. 4

    Porzionate subito la granita di pomodoro in 6 bicchierini trasparenti, create un secondo strato con la crema di burrata e spolverizzate la superficie con la granella di pistacchio.

    Foto del passaggio 4 della ricetta Granita di pomodoro con crema di burrata e granella di pistacchi
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Tony Mazzanobile
Tony Mazzanobile @tonyliebt_kocht
il 29 luglio 2021 06:10

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Granita Pomodoro Burrata Pistacchio

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