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Triglia con mela verde, sedano e olive taggiasche e lamelle di mandorle tostate
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Foto di Triglia con mela verde, sedano e olive taggiasche e lamelle di mandorle tostate

Triglia con mela verde, sedano e olive taggiasche e lamelle di mandorle tostate

Tony Mazzanobile
Tony Mazzanobile @tonyliebt_kocht

Le radici dell’aceto Balsamico sono da ricercare nella cottura del mosto. Una pittura funeraria rinvenuta in Egitto testimonia come questa pratica per la produzione della prima sostanza dolcificante utilizzata in area mediterranea risalga a tempi molto lontani, almeno 1000 a.C. Anche per quanto riguarda il mosto cotto l’epoca romana risulta essere un periodo di grande sviluppo tanto più che esisteva un verbo specifico per indicare l’attività di cottura del mosto “defrutare”. L’agronomo Lucio Columella nella sua descrizione della fattoria ideale nel I secolo d.C. incerisce anche una specifica cella defrutaria. Virgilio (70 a.C – 19 a.C) nel primo libro delle Georgiche descrivendo una casa contadina della sua Mantova, città che rientrava nell’area Emiliana in periodo romano, scrive: “ è autunno … la donna siede al telaio tesse e canta oppure cuoce il mosto, il dolce succo, sul fuoco togliendo attentamente con una frasca la schiuma dal liquido ribollente sul paiolo”. Sempre Lucio Columella nel suo De Rustica scrive “Questo appena raffreddato viene trasferito e riposto nelle botti affinché possa essere consumato dopo un anno”.

Le radici dell’aceto Balsamico sono da ricercare nella cottura del mosto. Una pittura funeraria rinvenuta in Egitto testimonia come questa pratica per la produzione della prima sostanza dolcificante utilizzata in area mediterranea risalga a tempi molto lontani, almeno 1000 a.C. Anche per quanto riguarda il mosto cotto l’epoca romana risulta essere un periodo di grande sviluppo tanto più che esisteva un verbo specifico per indicare l’attività di cottura del mosto “defrutare”. L’agronomo Lucio Columella nella sua descrizione della fattoria ideale nel I secolo d.C. incerisce anche una specifica cella defrutaria. Virgilio (70 a.C – 19 a.C) nel primo libro delle Georgiche descrivendo una casa contadina della sua Mantova, città che rientrava nell’area Emiliana in periodo romano, scrive: “ è autunno … la donna siede al telaio tesse e canta oppure cuoce il mosto, il dolce succo, sul fuoco togliendo attentamente con una frasca la schiuma dal liquido ribollente sul paiolo”. Sempre Lucio Columella nel suo De Rustica scrive “Questo appena raffreddato viene trasferito e riposto nelle botti affinché possa essere consumato dopo un anno”.

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Triglia con mela verde, sedano e olive taggiasche e lamelle di mandorle tostate

Tony Mazzanobile
Tony Mazzanobile @tonyliebt_kocht

Le radici dell’aceto Balsamico sono da ricercare nella cottura del mosto. Una pittura funeraria rinvenuta in Egitto testimonia come questa pratica per la produzione della prima sostanza dolcificante utilizzata in area mediterranea risalga a tempi molto lontani, almeno 1000 a.C. Anche per quanto riguarda il mosto cotto l’epoca romana risulta essere un periodo di grande sviluppo tanto più che esisteva un verbo specifico per indicare l’attività di cottura del mosto “defrutare”. L’agronomo Lucio Columella nella sua descrizione della fattoria ideale nel I secolo d.C. incerisce anche una specifica cella defrutaria. Virgilio (70 a.C – 19 a.C) nel primo libro delle Georgiche descrivendo una casa contadina della sua Mantova, città che rientrava nell’area Emiliana in periodo romano, scrive: “ è autunno … la donna siede al telaio tesse e canta oppure cuoce il mosto, il dolce succo, sul fuoco togliendo attentamente con una frasca la schiuma dal liquido ribollente sul paiolo”. Sempre Lucio Columella nel suo De Rustica scrive “Questo appena raffreddato viene trasferito e riposto nelle botti affinché possa essere consumato dopo un anno”.

Le radici dell’aceto Balsamico sono da ricercare nella cottura del mosto. Una pittura funeraria rinvenuta in Egitto testimonia come questa pratica per la produzione della prima sostanza dolcificante utilizzata in area mediterranea risalga a tempi molto lontani, almeno 1000 a.C. Anche per quanto riguarda il mosto cotto l’epoca romana risulta essere un periodo di grande sviluppo tanto più che esisteva un verbo specifico per indicare l’attività di cottura del mosto “defrutare”. L’agronomo Lucio Columella nella sua descrizione della fattoria ideale nel I secolo d.C. incerisce anche una specifica cella defrutaria. Virgilio (70 a.C – 19 a.C) nel primo libro delle Georgiche descrivendo una casa contadina della sua Mantova, città che rientrava nell’area Emiliana in periodo romano, scrive: “ è autunno … la donna siede al telaio tesse e canta oppure cuoce il mosto, il dolce succo, sul fuoco togliendo attentamente con una frasca la schiuma dal liquido ribollente sul paiolo”. Sempre Lucio Columella nel suo De Rustica scrive “Questo appena raffreddato viene trasferito e riposto nelle botti affinché possa essere consumato dopo un anno”.

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Ingredienti

x4 persone
  • 4triglie di scoglio
  • 2mele granny smith
  • 2 costesedano verde
  • 1peperoncino verde
  • q.bAromi freschi (timo, basilico, origano fresco)
  • q.bolio evo
  • q.bpepe
  • q.bLamelle di mandorle tostate
  • 1limone
  • q.bolive taggiasche
  • 1fogliolina di menta
  • q.bErba cipollina
  • q.bAceto balsamico
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Istruzioni per cucinare

  1. 1

    Come da foto, prendete una leccarda da forno, disponete sopra un foglio di alluminio fermato con una goccia di olio. Mettete sopra la griglia sempre del forno, disponendo sopra le triglie eviscerate con sopra gli aromi (basilico, timo, origano fresco) e una goccia di olio. Mettete in forno preriscaldato a 180° per 10/15 min. circa (dipende dalla pezzatura). Devono rimanere morbide!

    Foto del passaggio 1 della ricetta Triglia con mela verde, sedano e olive taggiasche e lamelle di mandorle tostate
  2. 2

    Togliete la testa, le spine e la pelle, che a questo punto viene via facilmente e lasciatele a pezzi anche grossi (tanto poi nel padellare si sfaldano) e conditeli con olio, pepe e sale.

    Foto del passaggio 2 della ricetta Triglia con mela verde, sedano e olive taggiasche e lamelle di mandorle tostate
  3. 3

    In un padellino caldo tostate le lamelle di mandorle. Dopo aver tolto i filamenti al sedano con un pela patate, fatene una dadolata come pure della mela verde con la buccia. Poi irrorate con un po' di spremuta di limone per non farli annerire. Poi unite le olive taggiasche tagliate a metà in lunghezza, il basilico con una fogliolina di menta tritati insieme, e fettine di peperoncino verde. Ancora erba cipollina e condite il tutto con olio, pepe e sale.

    Foto del passaggio 3 della ricetta Triglia con mela verde, sedano e olive taggiasche e lamelle di mandorle tostate
    Foto del passaggio 3 della ricetta Triglia con mela verde, sedano e olive taggiasche e lamelle di mandorle tostate
  4. 4

    Impiattate e con un coppa-pasta, mettete l'insalatina, poi un po' di lamelle di mandorle, le triglie con qualche goccia di un buon aceto balsamico, qualche goccia di olio e una strisciata sul piatto di aceto balsamico.

    Foto del passaggio 4 della ricetta Triglia con mela verde, sedano e olive taggiasche e lamelle di mandorle tostate
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Tony Mazzanobile
Tony Mazzanobile @tonyliebt_kocht
il 06 agosto 2023 07:30

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