Come fare una crema di formaggio liscia, senza grumi (informazione scientifica)

#consigliutili È strano a dirsi come alcune ricette che appaiono, a prima vista, come di semplice realizzazione per i pochi ingredienti che le compongono, e per la poca elaborazione che comporta per farle, si rivelino alla fine le più difficili. Un esempio classico (ma ne potrei citare a decine) è la pasta cacio e pepe. Spesso invece di ottenere una crema liscia il pecorino si rapprende e dei grumi fusi si separano dal liquido. Questo è un problema tipico delle ricette dove occorre una crema di formaggio fuso. Per ovviare a questo inconveniente occorre comprendere il comportamento del formaggio fuso.
Come fare una crema di formaggio liscia, senza grumi (informazione scientifica)
#consigliutili È strano a dirsi come alcune ricette che appaiono, a prima vista, come di semplice realizzazione per i pochi ingredienti che le compongono, e per la poca elaborazione che comporta per farle, si rivelino alla fine le più difficili. Un esempio classico (ma ne potrei citare a decine) è la pasta cacio e pepe. Spesso invece di ottenere una crema liscia il pecorino si rapprende e dei grumi fusi si separano dal liquido. Questo è un problema tipico delle ricette dove occorre una crema di formaggio fuso. Per ovviare a questo inconveniente occorre comprendere il comportamento del formaggio fuso.
Istruzioni per cucinare
- 1
I formaggi sono composti da un reticolo proteico, soprattutto caseine, dove all’interno catturano grassi e acqua. La percentuale proporzionale dei componenti stabilisce in gran parte la propensione di un formaggio a fondere in modo uniforme (come la fontina), di filare (come la mozzarella), oppure di mantenere in parte la struttura (come il parmigiano reggiano).
- 2
Se si scalda un formaggio il grasso comincia a fondere. Nello stesso tempo il reticolo proteico si apre lentamente permettendo alle proteine di fluire nella miscela di acqua e grasso. I formaggi che hanno una percentuale di acqua più alta (mozzarella), si fondono meglio, per contro formaggi che hanno più stagionatura (parmigiano), occorre loro temperature più alte per rompere i legami tra le proteine. Se scaldiamo troppo le proteine coagulano tra loro formando dei grumi ed espellendo l’acqua.
- 3
Il pecorino più è stagionato, meno percentuale d’acqua ha, ed è più facile che si formino dei grumi. È quindi indispensabile, per ottenere una bella crema liscia e omogenea, che il pecorino sia mescolato all’acqua e portato alla temperatura ottimale. Io ho, facendo prove, utilizzato del pecorino romano DOP. A sensazione non era molto stagionato.
- 4
Ne ho preso 20gr. grattugiato a temperatura ambiente, e messo in una scodella, ho poi versato 25gr. di acqua portata ad ebollizione, mescolando bene per emulsionare il composto.
- 5
Per la consistenza che mi aggrada occorrono 20/25 gr. di acqua ogni 20gr. di pecorino. Ultimata l’emulsione con l’acqua la temperatura scende a 40°C, che è una temperatura che non basta per sciogliere bene il grasso. Alcune ricette spiegano che dopo aver scolato la pasta occorre mettere il pecorino e mescolare velocemente. Ma se temperatura e acqua non sono sufficienti il pecorino formerà dei grumi.
- 6
Se metto la scodella con il pecorino in un pentolino (a fuoco spento) per scaldarlo a bagnomaria, a 55°C c’è una perfetta consistenza cremosa perché il grasso si è completamente sciolto e ottimamente emulsionato con l’acqua. Se continuiamo a scaldare fino a 65 °C il grasso comincia a separarsi e le proteine si rapprendono in grumi.
- 7
Per preparare la cacio e pepe mentre la pasta cuoce sciolgo il pecorino in acqua bollente con le proporzioni viste prima e poi pongo la ciotolina a bagnomaria mescolando sino a quando ottengo una CREMA. Scolo la pasta, la metto in una zuppiera e ci verso sopra la crema. Non aggiungo il pecorino nella pentola e niente ripassata in padella perché rischierei di coagulare le proteine e separare i grassi.
- 8
Non abbiate paura di sperimentare in cucina!
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