Paccheri alla Napoletana

I Paccheri alla Napoletana:
• Il nome e il formato: Il termine pacchero deriva dal greco e indica il palmo della mano; in dialetto napoletano significa letteralmente "schiaffo", richiamando sia la grandezza della pasta sia il rumore tipico che fa quando viene versata e mescolata con il sugo.
• Il sugo e lo strutto: È un condimento a base di pomodori San Marzano strettamente legato alla storia del ragù. L'uso tradizionale dello strutto ('a nzogna), storicamente più economico dell'olio, e la cottura lenta di oltre un'ora donano al sugo una cremosità e una dolcezza uniche.
• Il formaggio locale: A differenza di altre ricette italiane, la tradizione partenopea esige il Pecorino Campano, un formaggio di pecora più dolce e delicato rispetto al romano, che si fonde perfettamente con la pasta senza coprire il profumo del basilico.
• La terracotta: Il piatto si prepara tipicamente nel tegame di coccio ('o tianello), un materiale che distribuisce il calore in modo lento e uniforme, simbolo del classico pranzo festivo in famiglia.
Paccheri alla Napoletana
I Paccheri alla Napoletana:
• Il nome e il formato: Il termine pacchero deriva dal greco e indica il palmo della mano; in dialetto napoletano significa letteralmente "schiaffo", richiamando sia la grandezza della pasta sia il rumore tipico che fa quando viene versata e mescolata con il sugo.
• Il sugo e lo strutto: È un condimento a base di pomodori San Marzano strettamente legato alla storia del ragù. L'uso tradizionale dello strutto ('a nzogna), storicamente più economico dell'olio, e la cottura lenta di oltre un'ora donano al sugo una cremosità e una dolcezza uniche.
• Il formaggio locale: A differenza di altre ricette italiane, la tradizione partenopea esige il Pecorino Campano, un formaggio di pecora più dolce e delicato rispetto al romano, che si fonde perfettamente con la pasta senza coprire il profumo del basilico.
• La terracotta: Il piatto si prepara tipicamente nel tegame di coccio ('o tianello), un materiale che distribuisce il calore in modo lento e uniforme, simbolo del classico pranzo festivo in famiglia.
Istruzioni per cucinare
- 1
Il Pomodoro:
1. Immergete i pomodori San Marzano in acqua bollente per un paio di minuti. - 2
Scolateli, privateli della pelle e tagliateli a dadini eliminando i semi. Nota: Conservate l'acqua di vegetazione che i pomodori rilasceranno durante il taglio.
- 3
Il Soffritto e il Sugo:
1. Tritate finemente la cipolla, la carota e il sedano. - 4
In un tegame (preferibilmente di coccio), fate rosolare il trito aromatico insieme allo strutto e all'olio extravergine d'oliva.
- 5
Dopo circa 10 minuti di rosolatura, aggiungete i pomodori a dadini, un pizzico di sale, una spolverata di pepe e le foglie di basilico spezzettate a mano.
- 6
Mescolate con cura, abbassate la fiamma al minimo, coprite con il coperchio e lasciate cuocere per circa 1 ora (se il sugo si restringe troppo, potete allungarlo con un po' dell'acqua di vegetazione tenuta da parte).
- 7
La Pasta e il Condimento:
1. Portate a bollore una pentola capiente con abbondante acqua salata. - 8
Calate i paccheri e scolateli molto al dente.
- 9
Trasferite la pasta direttamente nel tegame di coccio con il sugo e fatela saltare per un minuto affinché si insaporisca bene.
- 10
Versate il tutto in una terrina da portata e aggiungete il pecorino campano grattugiato a pioggia.
- 11
5. Mescolate energicamente per far fondere il formaggio grazie al calore della pasta e servite subito in tavola.
- 12
Impiattare e Buon appetito!
Consigli
Il Consiglio dello Chef:
Il segreto dell'amido per la cremosità: Quando trasferisci i paccheri nel tegame con il sugo, non scolarli troppo asciutti. Mantecali a fuoco vivo per un minuto aggiungendo un piccolo mestolo di acqua di cottura della pasta. L'amido rilasciato nell'acqua si legherà allo strutto e all'olio, creando un'emulsione pazzesca che farà aderire il sugo alla pasta.
Più cercate
Parole chiave
Ricette simili
Altre ricette consigliate















Commenti