Pastiera #semplicementepasqua

La tradizione vuole che la Pastiera si prepari il Giovedì Santo per essere consumata la Domenica di Pasqua, in modo che tutti i sapori e gli aromi si uniscano alla perfezione.
Le sue origini hanno radici che si confondono tra mito e storia.
La leggenda narra che quando la sirena Partenope scelse come dimora il Golfo di Napoli, si celebrò un misterioso culto, durante il quale la popolazione, per ringraziarla della sua incantevole voce, portò alla sirena sette doni: farina, simbolo di ricchezza; ricotta, simbolo di abbondanza; uova, che richiamano la fertilità; grano cotto nel latte, a simboleggiare la fusione di regno animale e vegetale; i fiori d’arancio, profumo della terra campana; le spezie, omaggio di tutti i popoli; e lo zucchero, per celebrare la dolcezza del canto della sirena. Graditi questi doni, Partenope li mescolò creando questo dolce unico.
Storicamente, invece, pare che nel XVI secolo, nel convento di San Gregorio Armeno, una suora, non meglio identificata, volle preparare un dolce in grado di associare il simbolismo cristianizzato di ingredienti come le uova, la ricotta e il grano con l'aggiunta del profumo dei fiori d’arancio del giardino conventuale.
Sembra che la ricetta originale preveda, nella crema, un tocco di cannella che io, in verità, non uso. Inoltre, col tempo, il composto liquido di latte, uova e zucchero da unire alle ricotta, ha dato spazio, all'introduzione di una vera e propria crema pasticcera. Ecco la mia versione.
Pastiera #semplicementepasqua
La tradizione vuole che la Pastiera si prepari il Giovedì Santo per essere consumata la Domenica di Pasqua, in modo che tutti i sapori e gli aromi si uniscano alla perfezione.
Le sue origini hanno radici che si confondono tra mito e storia.
La leggenda narra che quando la sirena Partenope scelse come dimora il Golfo di Napoli, si celebrò un misterioso culto, durante il quale la popolazione, per ringraziarla della sua incantevole voce, portò alla sirena sette doni: farina, simbolo di ricchezza; ricotta, simbolo di abbondanza; uova, che richiamano la fertilità; grano cotto nel latte, a simboleggiare la fusione di regno animale e vegetale; i fiori d’arancio, profumo della terra campana; le spezie, omaggio di tutti i popoli; e lo zucchero, per celebrare la dolcezza del canto della sirena. Graditi questi doni, Partenope li mescolò creando questo dolce unico.
Storicamente, invece, pare che nel XVI secolo, nel convento di San Gregorio Armeno, una suora, non meglio identificata, volle preparare un dolce in grado di associare il simbolismo cristianizzato di ingredienti come le uova, la ricotta e il grano con l'aggiunta del profumo dei fiori d’arancio del giardino conventuale.
Sembra che la ricetta originale preveda, nella crema, un tocco di cannella che io, in verità, non uso. Inoltre, col tempo, il composto liquido di latte, uova e zucchero da unire alle ricotta, ha dato spazio, all'introduzione di una vera e propria crema pasticcera. Ecco la mia versione.
Istruzioni per cucinare
- 1
In una pentola versate il grano con un po’ di latte, giusto per far sciogliere l’amido e fate cuocere fino ad assorbimento; lasciate raffreddare.
- 2
Scaldate il latte, senza farlo bollire, e in una terrina preparate un composto con i tuorli, la fecola, 100 g di zucchero e la vanillina.
- 3
Versate lentamente sul composto il latte tiepido, mescolando accuratamente per evitare grumi. Qualora i grumi si formassero sarà sufficiente filtrare con un colino il preparato. La crema sarà piuttosto liquida e non va addensata.
- 4
Lavorate la ricotta con il restante zucchero, i canditi, il grano e l’essenza di fior d’arancio. Unite i due composti e amalgamate accuratamente. Lasciate riposare il ripieno in frigo, una volta raffreddato.
- 5
Per preparare la pasta mischiate la farina con lo zucchero e il lievito e ponetela a fontana su una spianatoia, fate una buca al centro, mettete le uova e iniziate a impastare.
- 6
Poi, gradualmente, aggiungete il burro morbido a pezzetti e la buccia grattugiata dell’arancia.
- 7
Lavorate velocemente fino ad ottenere un panetto omogeneo che avvolgerete nella pellicola e farete riposare in frigo almeno mezz’ora.
- 8
Trascorso questo tempo, preriscaldate il forno a 180° e imburrate e infarinate le due teglie da 26 cm.
- 9
Prendete la pasta, dividetela a metà e sendetela, dandole uno spessore di 2/3 millimetri, e adagiatela sugli stampi. Rifilate la tasta per formate bordi regolari. L’eccesso di pasta servirà per realizzare le striscioline.
- 10
Versate in ogni stamo metá della crema e posizionate delle strisce sottili di pasta, a griglia, sulla superficie.
- 11
Spennellate con una miscela di tuorlo e latte e infornate, per circa un’ora, tenendo sempre in considerazione le prestazioni del vostro forno.
- 12
Sfornate e lasciate raffreddare completamente le pastiere prima di toglierle dagli stampi. Spolverare con zucchero a velo prima di gustare.
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