Baccalà in umido alla #ciaoeze

Da tempi antichissimi alimento di primo piano nelle tavole dei Paesi nordici, Il baccalà e lo stoccafisso vennero introdotti nella penisola italica già nel '400 (ma in realtà gli antichi romani lo conoscevano già) attraverso i commerci delle Repubbliche Marinare, prima tra tutte la Repubblica Serenissima di Venezia. Il prodotto prese subito piede per la versatilità d'impiego, per la facilità di conservazione e per l'apporto nutritivo che ne favorirono la diffusione, soprattutto in luoghi lontani dal mare dove non era facile impiegare in cucina il pesce fresco.
Qui ve ne propongo una variante molto personale, secondo la mia cucina dalle radici arabo normanne.
Baccalà in umido alla #ciaoeze
Da tempi antichissimi alimento di primo piano nelle tavole dei Paesi nordici, Il baccalà e lo stoccafisso vennero introdotti nella penisola italica già nel '400 (ma in realtà gli antichi romani lo conoscevano già) attraverso i commerci delle Repubbliche Marinare, prima tra tutte la Repubblica Serenissima di Venezia. Il prodotto prese subito piede per la versatilità d'impiego, per la facilità di conservazione e per l'apporto nutritivo che ne favorirono la diffusione, soprattutto in luoghi lontani dal mare dove non era facile impiegare in cucina il pesce fresco.
Qui ve ne propongo una variante molto personale, secondo la mia cucina dalle radici arabo normanne.
Istruzioni per cucinare
- 1
Dopo aver bagnato 4 filetti di baccalà in acqua aromatizzata con alloro e una bustina di tè verde, far appassire una piccola cipolla rossa tagliata a rondelle e la parte bianca del porro in olio EVO, poi aggiungere olive, capperi, patate a cubetti, pinoli, mandorle e datterini e spadellare per pochi minuti.
- 2
Quindi distendere i filetti di baccalà sul fondo in cottura girando dopo pochi minuti per evitare di sfaldare i filetti. Aggiungere mezzo bicchiere di acqua calda, l'uvetta passa, una cimetta di origano e lasciar cuocere per 7/8 minuti
- 3
Mentre il baccalà cuoce a fiamma media, friggere per pochi secondi in olio bollente la parte verde del porro tagliata alla julienne: servirà da decorazione e per dare un tocco croccante alla pietanza
- 4
Aggiungere al guazzetto un pizzico di zafferano sciolto in un bicchierino di acqua calda, quindi scendere dal fuoco e impiattare guarnendo connuna piccola catasta di julienne di porro fritto.
- 5
Servire con un buon Bianco di Pitigliano o un Corvo Glicine di Salaparuta.
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