Linguine rigate con crema di zucchine, datterini confit e granella di pistacchi

Greci e Romani conoscevano lo zucchero, importato dall’Oriente in piccole quantità, ed impiegato esclusivamente a scopi terapeutici. Furono gli Arabi che lo introdussero in Spagna e Sicilia intorno all'anno mille. Raro e costoso, non entrò nell’uso quotidiano come dolcificante, ma fu trattato alla stregua di una spezia medicamentosa da vendersi nelle botteghe degli speziali.
Con l'accrescere della sua importazione, a Venezia molte famiglie si arricchirono a tal punto da essere chiamate "re dello zucchero".
Si esigevano pedaggi per il passaggio attraverso i vari paesi, tanto che un pane di zucchero poteva valere quanto un pane d'argento dello stesso peso. La scoperta dell’America, con i suoi ampi territori tropicali, suggerì agli Europei la possibilità di ottenere grandi profitti coltivando la canna da zucchero in Brasile e nelle isole delle Antille. Con la diffusione delle coltivazioni di “canna” anche nelle isole Atlantiche, il costo del “sale dolce” divenne più accessibile, facendo nascere sopratutto in Italia dolci ricchi e fantasiosi. Nel periodo napoleonico venne a mancare a causa del blocco continentale, e si provvide a sostituire lo zucchero di canna con lo zucchero di barbabietola. Per forti interessi protezionistici, lo zucchero di canna tornò a circolare liberamente in Europa soltanto dopo il 1915.
Linguine rigate con crema di zucchine, datterini confit e granella di pistacchi
Greci e Romani conoscevano lo zucchero, importato dall’Oriente in piccole quantità, ed impiegato esclusivamente a scopi terapeutici. Furono gli Arabi che lo introdussero in Spagna e Sicilia intorno all'anno mille. Raro e costoso, non entrò nell’uso quotidiano come dolcificante, ma fu trattato alla stregua di una spezia medicamentosa da vendersi nelle botteghe degli speziali.
Con l'accrescere della sua importazione, a Venezia molte famiglie si arricchirono a tal punto da essere chiamate "re dello zucchero".
Si esigevano pedaggi per il passaggio attraverso i vari paesi, tanto che un pane di zucchero poteva valere quanto un pane d'argento dello stesso peso. La scoperta dell’America, con i suoi ampi territori tropicali, suggerì agli Europei la possibilità di ottenere grandi profitti coltivando la canna da zucchero in Brasile e nelle isole delle Antille. Con la diffusione delle coltivazioni di “canna” anche nelle isole Atlantiche, il costo del “sale dolce” divenne più accessibile, facendo nascere sopratutto in Italia dolci ricchi e fantasiosi. Nel periodo napoleonico venne a mancare a causa del blocco continentale, e si provvide a sostituire lo zucchero di canna con lo zucchero di barbabietola. Per forti interessi protezionistici, lo zucchero di canna tornò a circolare liberamente in Europa soltanto dopo il 1915.
Istruzioni per cucinare
- 1
Pelare le zucchine (ma non buttare via la buccia di 1 zucchina) che taglierete a pezzetti. In una padella mettere un giro d'olio, la cipolla e la patata tagliata a fettine sottili. Fate insaporire e aggiungete la polpa delle zucchine a cubetti, una tazza scarsa d'acqua, sale e lasciare cuocere coperto a fuoco dolce finché non sarà tutto ammorbidito.
- 2
In un pentolino con acqua salata bollente, fate bollire 5 minuti la buccia di zucchine tagliuzzata. Poi fate raffreddare in acqua e ghiaccio, o sotto acqua fredda per mantenere il colore. Poi frullate insieme buccia, le zucchine cotte con la patata, qualche foglia di basilico e olio a filo, fino a renderla una crema liscia e fluida. Aggiustate di sale.
- 3
Prepariamo i pomodorini confit: coprite una leccarda da forno con della carta forno. Tagliate i pomodorini nel senso della lunghezza a metà e metteteli sulla placca con la parte tagliata rivolta verso l'alto. Mettete sopra sale, zucchero, fettine di aglio e un filo di olio. Infornate a 130° ventilato per circa un'ora abbondante (controllate). Conditeli con poco olio, peperoncino e mettete da parte. Se volete fare un bel lavoro pelateli, a questo punto la buccia viene via facilmente.
- 4
Mettete a cuocere le linguine in abbondante acqua salata. A un paio di minuti da fine cotttura, trasferitele in una padella calda con un giro d'olio. Mescolate bene, poi aggiungete una parte della crema. Fate insaporire e continuate la cottura aggiungendo acqua di cottura poco per volta. A fine cottura aggiungete i datterini, qualche foglia di basilico, un filo d'olio e padellate. Non deve essere asciutta, perché raffreddandosi si rapprende. Al limite aggiungete un po' d'acqua di cottura.
- 5
Impiattate facendo colare sopra ancora un po' di crema e cospargendo di granella di pistacchi. Un filo di olio a crudo e Buon Appetito!
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