Orata alla pizzaiola

#calendarioaprile
L'oliva taggiasca, eccellenza del Ponente Ligure (imperiese), ha una storia millenaria che inizia con l'importazione di cultivar provenzali da parte dei monaci di San Colombano (VII-VIII secolo) nel comune di Taggia. Questa varietà, preziosa e dal sapore dolce, è alla base dell'olio DOP Riviera Ligure, celebrata per le sue caratteristiche uniche. I monaci del monastero di Lerins (Francia) portarono i primi innesti a Taggia tra il VII e l'VIII secolo. Il clima favorevole della Liguria ha permesso la diffusione di questa cultivar, che ha preso il nome dalla località di origine ("Taggiasca" = di Taggia). Piccola, marrone/viola, con polpa consistente, è rinomata sia come oliva da tavola che per l'olio. Nel XX secolo ha subito un calo drastico durante le guerre, per poi essere rivalutata con l'istituzione della DOP nel 1997. La taggiasca richiede terreni soleggiati e protetti dai venti, e la sua raccolta, spesso manuale, è una tradizione radicata nel Ponente Ligure.
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L'oliva taggiasca, eccellenza del Ponente Ligure (imperiese), ha una storia millenaria che inizia con l'importazione di cultivar provenzali da parte dei monaci di San Colombano (VII-VIII secolo) nel comune di Taggia. Questa varietà, preziosa e dal sapore dolce, è alla base dell'olio DOP Riviera Ligure, celebrata per le sue caratteristiche uniche. I monaci del monastero di Lerins (Francia) portarono i primi innesti a Taggia tra il VII e l'VIII secolo. Il clima favorevole della Liguria ha permesso la diffusione di questa cultivar, che ha preso il nome dalla località di origine ("Taggiasca" = di Taggia). Piccola, marrone/viola, con polpa consistente, è rinomata sia come oliva da tavola che per l'olio. Nel XX secolo ha subito un calo drastico durante le guerre, per poi essere rivalutata con l'istituzione della DOP nel 1997. La taggiasca richiede terreni soleggiati e protetti dai venti, e la sua raccolta, spesso manuale, è una tradizione radicata nel Ponente Ligure.
Istruzioni per cucinare
- 1
Lavate bene i pomodorini gialli. In una padella antiaderente mettete un giro d'olio, uno spicchio d'aglio, qualche foglia di basilico e qualche fogliolina di origano. Fate insaporire e poi unite i pomodorini interi con un pizzico di sale e un goccio di acqua. Fate cuocere appena per ammorbidirli ma non disfarli.
- 2
Ora mettetene qualcuno da parte per guarnizione e gli altri in un contenitore per frullatore a immersione (togliendo aglio e aromi). Frullate con olio a filo e aggiustate di sale. Poi passate al colino a maglie fitte.
- 3
Fate la stessa cosa con i datterini rossi.
- 4
Sfilettate, squamate l'orata e tagliate a tranci. In una padella con carta forno. Mettete anche qualche goccia d'olio e adagiate i tranci con la pelle verso il basso. Mettete sopra del rosmarino, aglio, salate, pepate e qualche goccia di olio sopra ogni trancio. Poi cuocete a fiamma bassa coperto da foglio di alluminio. Senza girare, aspettate che il cambio colore della cottura superi la metà, dopodiché girate i tranci e lasciate per pochi secondi. Non cuocete molto altrimenti diventa stopposo.
- 5
Ora avete il necessario per comporre il piatto. Mettete sul fondo un po' di salsa gialla, poi schizzate sopra un po' di salsa rossa (come fosse una tavolozza di colori). Poi al centro il trancio di orata. Ora guarnite con le alici, i datterini, i pomodorini, le olive taggiasche, foglioline di basilico e qualche goccia di olio.
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