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Il Peposo del Brunelleschi
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Foto di Il Peposo del Brunelleschi

Il Peposo del Brunelleschi

Enzo Falleti
Enzo Falleti @enzofalleti
Reggio Calabria

Ho voluto replicare questo piatto ispirato da #ilboccatv per provare i sapori del Medioevo a me tanto caro. La storia del piatto risale al 1425, quando Filippo Brunelleschi dirigeva il cantiere di costruzione della cupola del Duomo di Firenze. Egli doveva affrontare tanti problemi, non soltanto relativi alla statica della struttura, ma anche di gestione degli operai e dei loro tempi di lavoro. Brunelleschi era seccato dal fatto che gli operai perdessero un sacco di tempo per la pausa pranzo: dovevano scendere dalle altissime impalcature della cupola, andare mangiare nelle osterie e poi arrampicarsi di nuovo fino in cima.

L’idea per risparmiare tempo gli venne durante una delle visite alle fornaci dell’Impruneta, località a sud di Firenze famosa per la produzione di cotto e mattoni. Gli operai delle fornaci preparavano il loro pranzo mettendo dei pezzi di manzo poco pregiati nelle tradizionali pentole di coccio, insieme a vino rosso e grani di pepe nero; poi mettevano le pentole all’imboccatura delle fornaci dove venivano cotti i mattoni, lasciando cuocere lentamente per ore.

Brunelleschi così pensò di allestire due mense sulle impalcature della cupola, dove gli operai potessero mangiare senza dover scendere. Faceva arrivare il peposo direttamente dall’Impruneta nei cocci, inseme ai mattoni usati per la costruzione, e lo faceva arrivare agli operai in quota con gli argani del cantiere.

Ho voluto replicare questo piatto ispirato da #ilboccatv per provare i sapori del Medioevo a me tanto caro. La storia del piatto risale al 1425, quando Filippo Brunelleschi dirigeva il cantiere di costruzione della cupola del Duomo di Firenze. Egli doveva affrontare tanti problemi, non soltanto relativi alla statica della struttura, ma anche di gestione degli operai e dei loro tempi di lavoro. Brunelleschi era seccato dal fatto che gli operai perdessero un sacco di tempo per la pausa pranzo: dovevano scendere dalle altissime impalcature della cupola, andare mangiare nelle osterie e poi arrampicarsi di nuovo fino in cima.

L’idea per risparmiare tempo gli venne durante una delle visite alle fornaci dell’Impruneta, località a sud di Firenze famosa per la produzione di cotto e mattoni. Gli operai delle fornaci preparavano il loro pranzo mettendo dei pezzi di manzo poco pregiati nelle tradizionali pentole di coccio, insieme a vino rosso e grani di pepe nero; poi mettevano le pentole all’imboccatura delle fornaci dove venivano cotti i mattoni, lasciando cuocere lentamente per ore.

Brunelleschi così pensò di allestire due mense sulle impalcature della cupola, dove gli operai potessero mangiare senza dover scendere. Faceva arrivare il peposo direttamente dall’Impruneta nei cocci, inseme ai mattoni usati per la costruzione, e lo faceva arrivare agli operai in quota con gli argani del cantiere.

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Il Peposo del Brunelleschi

Enzo Falleti
Enzo Falleti @enzofalleti
Reggio Calabria

Ho voluto replicare questo piatto ispirato da #ilboccatv per provare i sapori del Medioevo a me tanto caro. La storia del piatto risale al 1425, quando Filippo Brunelleschi dirigeva il cantiere di costruzione della cupola del Duomo di Firenze. Egli doveva affrontare tanti problemi, non soltanto relativi alla statica della struttura, ma anche di gestione degli operai e dei loro tempi di lavoro. Brunelleschi era seccato dal fatto che gli operai perdessero un sacco di tempo per la pausa pranzo: dovevano scendere dalle altissime impalcature della cupola, andare mangiare nelle osterie e poi arrampicarsi di nuovo fino in cima.

L’idea per risparmiare tempo gli venne durante una delle visite alle fornaci dell’Impruneta, località a sud di Firenze famosa per la produzione di cotto e mattoni. Gli operai delle fornaci preparavano il loro pranzo mettendo dei pezzi di manzo poco pregiati nelle tradizionali pentole di coccio, insieme a vino rosso e grani di pepe nero; poi mettevano le pentole all’imboccatura delle fornaci dove venivano cotti i mattoni, lasciando cuocere lentamente per ore.

Brunelleschi così pensò di allestire due mense sulle impalcature della cupola, dove gli operai potessero mangiare senza dover scendere. Faceva arrivare il peposo direttamente dall’Impruneta nei cocci, inseme ai mattoni usati per la costruzione, e lo faceva arrivare agli operai in quota con gli argani del cantiere.

Ho voluto replicare questo piatto ispirato da #ilboccatv per provare i sapori del Medioevo a me tanto caro. La storia del piatto risale al 1425, quando Filippo Brunelleschi dirigeva il cantiere di costruzione della cupola del Duomo di Firenze. Egli doveva affrontare tanti problemi, non soltanto relativi alla statica della struttura, ma anche di gestione degli operai e dei loro tempi di lavoro. Brunelleschi era seccato dal fatto che gli operai perdessero un sacco di tempo per la pausa pranzo: dovevano scendere dalle altissime impalcature della cupola, andare mangiare nelle osterie e poi arrampicarsi di nuovo fino in cima.

L’idea per risparmiare tempo gli venne durante una delle visite alle fornaci dell’Impruneta, località a sud di Firenze famosa per la produzione di cotto e mattoni. Gli operai delle fornaci preparavano il loro pranzo mettendo dei pezzi di manzo poco pregiati nelle tradizionali pentole di coccio, insieme a vino rosso e grani di pepe nero; poi mettevano le pentole all’imboccatura delle fornaci dove venivano cotti i mattoni, lasciando cuocere lentamente per ore.

Brunelleschi così pensò di allestire due mense sulle impalcature della cupola, dove gli operai potessero mangiare senza dover scendere. Faceva arrivare il peposo direttamente dall’Impruneta nei cocci, inseme ai mattoni usati per la costruzione, e lo faceva arrivare agli operai in quota con gli argani del cantiere.

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Ingredienti

180 min
4 porzioni
  • 1 kgmuscolo di vitello
  • Pepe nero
  • Sale
  • Salvia
  • Rosmarino
  • 650 mlca. di Vino S. Giovese (deve coprire la carne)
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Istruzioni per cucinare

180 min
  1. 1

    Posizionare la carne in una capiente pentola col doppiofondo FREDDA senza nessun tipo di condimento, è un piatto che non prevede soffritti, aggiungere le erbe aromatiche e il pepe nero in grani.

    Foto del passaggio 1 della ricetta Il Peposo del Brunelleschi
  2. 2

    Dopodiché andare a versare il vino fino a coprire tutta la carne, per un kg ca. di muscolo vi ci vorrà quasi una bottiglia da 75 cl di Vino S. Giovese. Mi raccomando, non risparmiate sul vino, perché altrimenti vino scadente = carne scadente.

    Foto del passaggio 2 della ricetta Il Peposo del Brunelleschi
  3. 3

    Potete adesso accendere la fiamma al minimo e lasciare cuocere nella maniera più lenta possibile per almeno 3 ore. Non salare la carne in cottura, il sale va messo solo alla fine. La carne sarà pronta quando tutti gli aghi del rosmarino si staccheranno dal ramo. Alla fine della cottura risulterà una carne morbidissima.
    Benvenuti nel Medioevo. Buon appetito.

    Foto del passaggio 3 della ricetta Il Peposo del Brunelleschi
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Enzo Falleti
Enzo Falleti @enzofalleti
il 26 agosto 2018 19:42
Reggio Calabria
Gioco con i sapori come gioco con le parole, senza regole.
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