Okonomiyaki

Chi mi segue da un po’ sa che amo la cucina orientale, ma la mia condizione di allergica non mi consente di goderne nei ristoranti specializzati!
Quindi, di necessità virtù e, con tanto rispetto per le ricette originali alle quali cerco di attenermi il più possibile, provo a realizzare le versioni adatte a me!
L'okonomiyaki, che letteralmente significa “ciò che vuoi” (okonomi) “alla griglia” (yaki), è un piatto agro-dolce giapponese che, nella forma, ricorda il pancake americano.
Esistono diverse varianti di questa pietanza, fra le quali si è distinta quella cucinata nella regione del Kansai (Osaka), tanto che frequentemente l'okonomiyaki viene chiamato “pizza di Osaka".
La base è composta da cavolo affettatto, farina e acqua. Viene, poi, arricchito con carne o pesce (pancetta fresca, gamberi…) e con uovo il cui tuorlo deve rimanere preferibilmente liquido.
A completare la “pizza” orientale vengono utilizzate due salse in abbinamento (una specifica per okonomiyaki e la maionese giapponese), alga nori e/o katsuobushi, che si trovano on line o nei negozi di prodotti orientali.
Okonomiyaki
Chi mi segue da un po’ sa che amo la cucina orientale, ma la mia condizione di allergica non mi consente di goderne nei ristoranti specializzati!
Quindi, di necessità virtù e, con tanto rispetto per le ricette originali alle quali cerco di attenermi il più possibile, provo a realizzare le versioni adatte a me!
L'okonomiyaki, che letteralmente significa “ciò che vuoi” (okonomi) “alla griglia” (yaki), è un piatto agro-dolce giapponese che, nella forma, ricorda il pancake americano.
Esistono diverse varianti di questa pietanza, fra le quali si è distinta quella cucinata nella regione del Kansai (Osaka), tanto che frequentemente l'okonomiyaki viene chiamato “pizza di Osaka".
La base è composta da cavolo affettatto, farina e acqua. Viene, poi, arricchito con carne o pesce (pancetta fresca, gamberi…) e con uovo il cui tuorlo deve rimanere preferibilmente liquido.
A completare la “pizza” orientale vengono utilizzate due salse in abbinamento (una specifica per okonomiyaki e la maionese giapponese), alga nori e/o katsuobushi, che si trovano on line o nei negozi di prodotti orientali.
Istruzioni per cucinare
- 1
Lavate e affettate il cavolo un maniera sottile.
Intanto, mettete una piastra liscia sul fuoco, perché si arroventi, e in una ciotola preparate la pastella. - 2
Alla farina, con un po’ si sale, aggiungete l’acqua, lentamente, fino a ottenere la consistenza ottimale.
Dovrà fare da collante al cavolo senza essere eccessivamente liquida, ma neanche troppo compatta. - 3
Unite la pastella al cavolo, in un recipiente capiente, e amalgamate bene il tutto.
- 4
Versate il cavolo sulla piastra, creando due mucchi che appiattirete dando loro una forma tendenzialmente circolare.
Dovranno cuocere circa 5 minuti per lato. - 5
Se la piastra è sufficientemente grande (altrimenti usate una padella a parte), un paio di minuti prima di girare gli okonomiyaki, ai bordi potrete iniziare a cuocere la pancetta, solo da un lato.
- 6
Prima di girare gli okonomiyaki stendete sulla loro superficie la pancetta dal lato cotto, in modo che completi la sua cottura sotto la “pizza” di cavolo.
- 7
Durante l’ultimo minuto di cottura, cuocete anche le uova all’occhio di bue.
- 8
Ponete gli okonomiyaki sui piatti, con il lato della pancetta in superficie.
Adagiate sopra ognuno le uova, facendo attenzione a non rompere i tuorli e guarnite a piacere con salse, alga nori tritata, katsuobushi.
Da consumare caldi.
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