Linguine con sgombro al forno, crema di melanzana e buccia di melanzana fritta

Il nome origano è composto da due termini di origine greca: “oros”, che significa montagna, e “ganos”, che significa splendore, quindi “splendore della montagna”. Esso infatti nasce in altura nelle zone più rocciose e impervie, rallegrando il paesaggio con il rosa acceso dei suoi fiori.
Esiste una famosa leggenda che racconta l’origine di questa pianta.
Si narra che presso il re di Cipro, viveva un giovane sensibile e gentile, il cui nome era Amaraco (in spagnolo l’origano ha questo termine).
Un giorno costui fu incaricato di portare presso la mensa del re, che intendeva meravigliare i suoi commensali, una preziosa ampolla contenente un unguento di fragrante profumo. Quando Amaraco entrò nella stanza, inciampò malamente e l’ampolla gli cadde di mano andando in mille pezzi. Tanta fu la sua disperazione che morì di crepacuore.
Gli dei rimasero commossi da tanta contrizione, e lo trasformarono nella pianta d’origano, attribuendogli la straordinaria fragranza dell’unguento che aveva in qualche modo provocato la sua morte.
Gastronomicamente parlando, nell'antica Roma l'origano secco era uno degli ingredienti del rinomato garum. Il suo uso è continuato anche nei secoli successivi, sopratutto nella cucina del Sud, a conferma lo troviamo citato solo nei ricettari romani e meridionali. La sua salita al nord è quindi relativamente recente, e di fatto coincide con la diffusione della pizza.
Linguine con sgombro al forno, crema di melanzana e buccia di melanzana fritta
Il nome origano è composto da due termini di origine greca: “oros”, che significa montagna, e “ganos”, che significa splendore, quindi “splendore della montagna”. Esso infatti nasce in altura nelle zone più rocciose e impervie, rallegrando il paesaggio con il rosa acceso dei suoi fiori.
Esiste una famosa leggenda che racconta l’origine di questa pianta.
Si narra che presso il re di Cipro, viveva un giovane sensibile e gentile, il cui nome era Amaraco (in spagnolo l’origano ha questo termine).
Un giorno costui fu incaricato di portare presso la mensa del re, che intendeva meravigliare i suoi commensali, una preziosa ampolla contenente un unguento di fragrante profumo. Quando Amaraco entrò nella stanza, inciampò malamente e l’ampolla gli cadde di mano andando in mille pezzi. Tanta fu la sua disperazione che morì di crepacuore.
Gli dei rimasero commossi da tanta contrizione, e lo trasformarono nella pianta d’origano, attribuendogli la straordinaria fragranza dell’unguento che aveva in qualche modo provocato la sua morte.
Gastronomicamente parlando, nell'antica Roma l'origano secco era uno degli ingredienti del rinomato garum. Il suo uso è continuato anche nei secoli successivi, sopratutto nella cucina del Sud, a conferma lo troviamo citato solo nei ricettari romani e meridionali. La sua salita al nord è quindi relativamente recente, e di fatto coincide con la diffusione della pizza.
Istruzioni per cucinare
- 1
Pelate la melanzana in lunghezza con un pela patate, ma non buttate la buccia che ne farete delle striscioline sottili. Mentre nelle melanzane fate delle incisioni col coltello a griglia sulla superficie. Ungete di olio con le mani, salate leggermente e ponete le due metà in una leccarda con carta forno. Infornate a circa 200° per 30 min. circa.
- 2
In una padella mettete un giro d'olio, la cipolla, la patata a fettine sottili e un po' di acqua. Coprite e cuocete finché non sarà tutto morbido. Adesso tagliate la polpa alla melanzana e mettetela in un bicchiere per mini piper, insieme alla patata con la cipolla, un giro d'olio, un po' di peperoncino (facoltativo) senza semi, basilico e una foglia di menta. Frullate fino ad ottenere una crema omogenea, fluida e perfettamente liscia. Aggiustate di sale.
- 3
Ora infarinate la buccia di melanzana e friggete in olio di semi a 170° e poi fate colare l'eccesso di olio su carta da cucina.
- 4
Pulite gli sgombri lasciandoli interi. Ungeteli d'olio con le mani (o pennello), salate, pepate. Prendete una leccarda da forno, mettete un foglio di carta forno sopra (date una pennellata di olio sotto il foglio così rimane fermo. Poi sopra la leccarda mettete la griglia del forno stesso con adagiati gli sgombri con qualche rametto di timo. Infornate a 160° ventilato per circa 15/20 min.
- 5
Pulite gli sgombri ricavandone pezzi grossolani (attenzione alle spine). Conditeli con olio, sale, basilico e buccia di limone grattugiata. Intanto mettete a cuocere le linguine in abbondante acqua salata.
- 6
Nella padella dove padellerete le linguine, mettete un giro d'olio. A circa 3 minuti da fine cottura delle linguine, trasferitele nella padella calda. Saltatele nell'olio un attimo, aggiungete un paio di cucchiai di crema, mescolate, e poi continuate la cottura aggiungendo acqua di cottura poco per volta.
- 7
Quando manca poco a fine cottura aggiungete lo sgombro, Mescolate delicatamente e bene, Poi aggiungete la crema lasciandone un po' da parte per aggiungere al piatto finito, mescolate delicatamente, unite un giro d'olio e padellate. Assicuratevi che non sia asciutta, perché un po' si rapprende!
- 8
Impiattate, unite qualche fogliolina di origano fresco, qualche goccia di crema e, infine, un po' di buccia fritta. Un goccio di olio a crudo e buon appetito.
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