Branzino in crosta di pistacchi e crema di piselli, basilico e menta

I benefici medici e nutritivi dei germogli sono documentati da secoli tanto nella letteratura orientale che in quella occidentale.Testi medici cinesi del 5000 a.C. descrivono i germogli come essenziali nella dieta alimentare per le loro proprietà antinfiammatorie, rafforzanti per l'organismo e come rimedio contro le deficienze vitaminiche: nei lunghi e freddi periodi invernali le popolazione asiatiche usavano i germogli come fonte vitale di enzimi, vitamine e proteine.
Ai tempi dell'Antica Roma i soldati romani avevano bisogno di cibo energetico e poco ingombrante: all'interno delle loro sacche di stoffa intorno alla vita trovavano posto i semi di ogni specie che, a contatto con i corpi caldi e umidi, diventavano germogli. Quando era possibile i germogli erano utilizzati per pane e focacce o mangiati semplicemente da soli: piccoli semi nutrivano intere legioni.
In Occidente i germogli sono stati sperimentati in occasioni particolari. Durante le lunghe traversate del XVIII secolo l'esploratore inglese James Cook verificò le incredibili proprietà terapeutiche dei germogli contro lo scorbuto, la malattia dovuta a mancanza di vitamina C nell'organismo, che colpiva gli equipaggi impegnati in lunghissime traversate. Prima del succo di limone, Cook impose alla marina inglese dell'epoca una bevanda ottenuta dalla bollitura di germogli di fagioli, facili da germinare e conservare per lunghi periodi.
Branzino in crosta di pistacchi e crema di piselli, basilico e menta
I benefici medici e nutritivi dei germogli sono documentati da secoli tanto nella letteratura orientale che in quella occidentale.Testi medici cinesi del 5000 a.C. descrivono i germogli come essenziali nella dieta alimentare per le loro proprietà antinfiammatorie, rafforzanti per l'organismo e come rimedio contro le deficienze vitaminiche: nei lunghi e freddi periodi invernali le popolazione asiatiche usavano i germogli come fonte vitale di enzimi, vitamine e proteine.
Ai tempi dell'Antica Roma i soldati romani avevano bisogno di cibo energetico e poco ingombrante: all'interno delle loro sacche di stoffa intorno alla vita trovavano posto i semi di ogni specie che, a contatto con i corpi caldi e umidi, diventavano germogli. Quando era possibile i germogli erano utilizzati per pane e focacce o mangiati semplicemente da soli: piccoli semi nutrivano intere legioni.
In Occidente i germogli sono stati sperimentati in occasioni particolari. Durante le lunghe traversate del XVIII secolo l'esploratore inglese James Cook verificò le incredibili proprietà terapeutiche dei germogli contro lo scorbuto, la malattia dovuta a mancanza di vitamina C nell'organismo, che colpiva gli equipaggi impegnati in lunghissime traversate. Prima del succo di limone, Cook impose alla marina inglese dell'epoca una bevanda ottenuta dalla bollitura di germogli di fagioli, facili da germinare e conservare per lunghi periodi.
Istruzioni per cucinare
- 1
Fate bollire i piselli in acqua salata e poi tuffarli in acqua e ghiaccio per mantenere il colore. In una padella mettete un giro d'olio, rosmarino, la patata e la cipolla tagliate a fettine sottili. Insaporite, salate e poi aggiungete una tazza di acqua. Cuocete finchè non sarà morbida. Togliete il rosmarino e poi frullate insieme piselli e la patata, olio a filo, foglie di menta e basilico e un cubetto di ghiaccio. Deve risultare liscia, omogenea ma abbastanza fluida.
- 2
Sbucciamo una arancia con il pela patate facendo attenzione di non asportare anche la parte bianca. Poi tagliamo la buccia a fiammiferi sottili e li mettiamo in una casseruola a sbollentare per 2/3 minuti. Poi li asciugate
- 3
In un pentolino mettete lo zucchero e fiamma bassa lo fate andare finchè raggiunge un colore dorato. Poi aggiungete il succo delle arance (fuori dal fuoco) e le bucce di arance (attenti alla reazione), sempre mescolando. Portate nuovamente sul fuoco (non vi preoccupate se si è formato qualche grumo di zucchero, si scioglierà),. Fate sobbollire sempre mescolando finchè la salsa non raggiunge una certa consistenza.
- 4
Tagliate i filetti di branzino a medaglioni. Metteteli su leccarda con carta forno e conditeli con sale. Spennellate col tuorlo la parte superiore pressandogli la granella di pistacchi per farla aderire. Poi infornate a 200° statico per 8 minuti (non cuocete troppo altrimenti diventa stopposo)
- 5
Componete il piatto mettendo una base di crema, poi un trancio di branzino, dei germogli, un filo di olio a crudo.
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