Fusilloni con polpo e crema di melanzane e porro, con datterini gialli

Nel 2000 a.C. nella valle dell'Indo, oggi Pakistan, vi era una popolazione che conosceva il limone. Apparve poi in Grecia, come mela della Media (Iran occidentale), nel V sec. a.C. Ritrovamenti fatti nella zona degli scavi di Pompei, farebbero pensare che il limone era già conosciuto in epoca romana. Ne scrisse come mela di media anche Virgilio indicandola quale antidoto contro i veleni. I Romani, probabilmente a causa del sapore acre ed acido del limone, non lo gradirono e del suo uso se ne persero le tracce. La riscoperta del limone si ebbe nell’anno mille, quando gli arabi apprezzandone l'uso alimentare e terapeutico, lo diffusero assieme ad altri agrumi nel Medio oriente. Furono Crociati e pellegrini di ritorno dalla Terrasanta, fra l'XI e il XII sec., a portare alberelli di limone nel sud Italia. Grazie alla vocazione mercantile di Amalfi l'agrume arrivò poi in molti territori della penisola, entrando in ricette di verdure, insalate e dolci. Il limone, oltre ai tanti utilizzi in gastronomia e profumeria, ha diversi usi tramandati di generazione in generazione.Per mantenere bianco lo smalto dei denti, c’era chi li strofinava con la scorza di limone una volta a settimana.
Le ragazze per avere capelli splendenti si facevano impacchi d’olio d’oliva con succo di limone.Lo stesso composto spalmato sulla pelle era utilizzato da chi soffriva di eritema solare.
Fusilloni con polpo e crema di melanzane e porro, con datterini gialli
Nel 2000 a.C. nella valle dell'Indo, oggi Pakistan, vi era una popolazione che conosceva il limone. Apparve poi in Grecia, come mela della Media (Iran occidentale), nel V sec. a.C. Ritrovamenti fatti nella zona degli scavi di Pompei, farebbero pensare che il limone era già conosciuto in epoca romana. Ne scrisse come mela di media anche Virgilio indicandola quale antidoto contro i veleni. I Romani, probabilmente a causa del sapore acre ed acido del limone, non lo gradirono e del suo uso se ne persero le tracce. La riscoperta del limone si ebbe nell’anno mille, quando gli arabi apprezzandone l'uso alimentare e terapeutico, lo diffusero assieme ad altri agrumi nel Medio oriente. Furono Crociati e pellegrini di ritorno dalla Terrasanta, fra l'XI e il XII sec., a portare alberelli di limone nel sud Italia. Grazie alla vocazione mercantile di Amalfi l'agrume arrivò poi in molti territori della penisola, entrando in ricette di verdure, insalate e dolci. Il limone, oltre ai tanti utilizzi in gastronomia e profumeria, ha diversi usi tramandati di generazione in generazione.Per mantenere bianco lo smalto dei denti, c’era chi li strofinava con la scorza di limone una volta a settimana.
Le ragazze per avere capelli splendenti si facevano impacchi d’olio d’oliva con succo di limone.Lo stesso composto spalmato sulla pelle era utilizzato da chi soffriva di eritema solare.
Istruzioni per cucinare
- 1
Tagliate la melanzana a metà nel senso della lunghezza, poi fate delle incisioni col coltello a griglia sulla superficie. Ungete con le mani e ponete le due metà in una leccarda con carta forno, rivolte con la parte tagliata verso il basso. Infornate a circa 200° per 30 min. circa.
- 2
In una padella mettete un giro d'olio, il porro e la patata a fettine sottili e un po' di acqua. Coprite e cuocete finché non sarà tutto morbido. Adesso togliete la polpa alla melanzana con un cucchiaio e mettetela in un bicchiere per mini piper, insieme alla patata con la cipolla, un giro d'olio, basilico e una foglia di menta. Frullate fino ad ottenere una crema omogenea e perfettamente liscia. Aggiungete poi il peperoncino (senza semi) e mescolate alla crema. Aggiustate di sale.
- 3
In una pentola, dove cuocerete il polpo, mettete una cipolla, una carota, una costa di sedano e due foglie di alloro. Mettete acqua q.b. salate e fate cuocere per circa mezzora.
- 4
Ora con il brodo che sobbolle (non deve bollire forte!) prendete il polpo per la testa e calatelo su e giù 3 volte (lentamente) per fare arricciare i tentacoli. Poi coprite con coperchio e sempre a bollore lento fate cuocere 15/20 min. Poi spegnete il fuoco, coprite, non con coperchio, ma con pellicola da cucina la pentola e lasciate nella sua acqua per circa mezz'ora.
- 5
Intanto tagliate i datterini a metà in lunghezza o in 4 se grandi. Conditeli in un recipiente con uno spicchio d'aglio, olio, sale, un pizzico di zucchero, peperoncino tagliuzzato, basilico spezzettato e qualche fogliolina di menta. Lasciate macerare un'ora. Poi versate il tutto in una padella calda (se necessario aggiungete un goccio di acqua e cuocete fino ad ammorbidire (non devono disfarsi!). Poi togliete aglio e aromi. Mettete da parte i datterini lasciando il liquido in padella.
- 6
Ora potete tagliare a vostro piacimento il polpo. Poi nella padella dove c'è il liquido dei datterini, mettete un filo d'olio e uno spicchio d'aglio. Fate insaporire appena il polpo (30 secondi..) e poi toglietelo lasciando il liquido. Togliete anche l'aglio. Intanto mettete a cuocere la pasta in abbondante acqua salata
- 7
A un paio di minuti da fine cottura della pasta, trasferitela in padella (dove c'è il liquido). Saltatela un paio di volte poi aggiungete una parte della crema. Continuate la cottura aggiungendo acqua di cottura poco per volta. A fine cottura aggiungete ancora della crema, mescolate bene, poi aggiungete il polpo, i datterini col peperoncino, qualche fogliolina di basilico, un filo d'olio e padellate (Non deve rimanere asciutta ma molto fluida!).
- 8
Impiattate facendo colare ancora un po' di crema, una grattugiata di buccia di limone, e qualche goccia di olio.
Parole chiave
Ricette simili
Altre ricette consigliate















Commenti