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Ziti con crema di fave novelle, salsa di parmigiano alle erbe e speck croccante
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Foto di Ziti con crema di fave novelle, salsa di parmigiano alle erbe e speck croccante

Ziti con crema di fave novelle, salsa di parmigiano alle erbe e speck croccante

Tony Mazzanobile
Tony Mazzanobile @tonyliebt_kocht

Arrivate in Europa dall’Africa Settentrionale e dalla Persia, le fave si sono poi diffuse sia in Grecia che nell’Impero romano. In diverse antiche civiltà le fave erano considerate il cibo dei defunti.
Nell’antica Grecia venivano per esempio cotte ed offerte a Bacco e Mercurio per le anime dei defunti. Una credenza, quella che le legava all’Aldilà, rafforzata soprattutto dal colore del loro fiore, in parte nero.
Il filosofo e matematico Pitagora, addirittura, arrivò a proibire ai suoi discepoli di farne uso giacché non sarebbe stato appropriato per un pensatore venire a contatto con le anime dei trapassati. Tale idiosincrasia è confermata da una leggenda che vuole Pitagora stesso, in fuga dagli scherani di Cilone, pronto persino a farsi raggiungere ed uccidere piuttosto che mettersi in salvo in un campo di fave. Oggi invece sappiamo che le fave contengono al loro interno il 5% di proteine, il 4,5% di carboidrati e una bassissima quantità di grassi. Sono inoltre ricche di potassio, ferro, rame, magnesio, selenio e vitamine, come l’acido ascorbico. Quindi ben vengano per la nostra salute.

Arrivate in Europa dall’Africa Settentrionale e dalla Persia, le fave si sono poi diffuse sia in Grecia che nell’Impero romano. In diverse antiche civiltà le fave erano considerate il cibo dei defunti.
Nell’antica Grecia venivano per esempio cotte ed offerte a Bacco e Mercurio per le anime dei defunti. Una credenza, quella che le legava all’Aldilà, rafforzata soprattutto dal colore del loro fiore, in parte nero.
Il filosofo e matematico Pitagora, addirittura, arrivò a proibire ai suoi discepoli di farne uso giacché non sarebbe stato appropriato per un pensatore venire a contatto con le anime dei trapassati. Tale idiosincrasia è confermata da una leggenda che vuole Pitagora stesso, in fuga dagli scherani di Cilone, pronto persino a farsi raggiungere ed uccidere piuttosto che mettersi in salvo in un campo di fave. Oggi invece sappiamo che le fave contengono al loro interno il 5% di proteine, il 4,5% di carboidrati e una bassissima quantità di grassi. Sono inoltre ricche di potassio, ferro, rame, magnesio, selenio e vitamine, come l’acido ascorbico. Quindi ben vengano per la nostra salute.

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Ziti con crema di fave novelle, salsa di parmigiano alle erbe e speck croccante

Tony Mazzanobile
Tony Mazzanobile @tonyliebt_kocht

Arrivate in Europa dall’Africa Settentrionale e dalla Persia, le fave si sono poi diffuse sia in Grecia che nell’Impero romano. In diverse antiche civiltà le fave erano considerate il cibo dei defunti.
Nell’antica Grecia venivano per esempio cotte ed offerte a Bacco e Mercurio per le anime dei defunti. Una credenza, quella che le legava all’Aldilà, rafforzata soprattutto dal colore del loro fiore, in parte nero.
Il filosofo e matematico Pitagora, addirittura, arrivò a proibire ai suoi discepoli di farne uso giacché non sarebbe stato appropriato per un pensatore venire a contatto con le anime dei trapassati. Tale idiosincrasia è confermata da una leggenda che vuole Pitagora stesso, in fuga dagli scherani di Cilone, pronto persino a farsi raggiungere ed uccidere piuttosto che mettersi in salvo in un campo di fave. Oggi invece sappiamo che le fave contengono al loro interno il 5% di proteine, il 4,5% di carboidrati e una bassissima quantità di grassi. Sono inoltre ricche di potassio, ferro, rame, magnesio, selenio e vitamine, come l’acido ascorbico. Quindi ben vengano per la nostra salute.

Arrivate in Europa dall’Africa Settentrionale e dalla Persia, le fave si sono poi diffuse sia in Grecia che nell’Impero romano. In diverse antiche civiltà le fave erano considerate il cibo dei defunti.
Nell’antica Grecia venivano per esempio cotte ed offerte a Bacco e Mercurio per le anime dei defunti. Una credenza, quella che le legava all’Aldilà, rafforzata soprattutto dal colore del loro fiore, in parte nero.
Il filosofo e matematico Pitagora, addirittura, arrivò a proibire ai suoi discepoli di farne uso giacché non sarebbe stato appropriato per un pensatore venire a contatto con le anime dei trapassati. Tale idiosincrasia è confermata da una leggenda che vuole Pitagora stesso, in fuga dagli scherani di Cilone, pronto persino a farsi raggiungere ed uccidere piuttosto che mettersi in salvo in un campo di fave. Oggi invece sappiamo che le fave contengono al loro interno il 5% di proteine, il 4,5% di carboidrati e una bassissima quantità di grassi. Sono inoltre ricche di potassio, ferro, rame, magnesio, selenio e vitamine, come l’acido ascorbico. Quindi ben vengano per la nostra salute.

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Ingredienti

x 4 persone
  • Gr.360 di ziti di semola di grano duro
  • 1fetta di speck alta mezzo cm
  • Per la crema di fave:
  • Gr.600 di fave fresche
  • 1scalogno
  • q.bPepe
  • q.bolio evo
  • qualche fogliabasilico
  • Per la salsa di parmigiano:
  • q.bLatte
  • 60 gr.parmigiano reggiano grattugiato
  • 5 fogliementa
  • 5 fogliebasilico
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Istruzioni per cucinare

  1. 1

    Crema di fave. Pulire le fave: Togliete le fave dal baccello poi, con un coltello privatele della parte superiore. Sbollentate le fave in acqua bollente per 2 minuti poi scolatele e trasferitele in una ciotola con acqua fredda. A questo punto non vi resta che schiacciare il tegumento per fare uscire le fave.

    Foto del passaggio 1 della ricetta Ziti con crema di fave novelle, salsa di parmigiano alle erbe e speck croccante
  2. 2

    In una padella mettete l’olio e lo scalogno tagliato fine, un rametto di basilico e appena appassito un po’, mettete le fave. Salare e pepare. Cuocere a fiamma moderata aggiungendo un po’ d’acqua calda.

    Foto del passaggio 2 della ricetta Ziti con crema di fave novelle, salsa di parmigiano alle erbe e speck croccante
  3. 3

    Mettere le fave in un bicchiere per frullatore ad immersione togliendo il basilico cotto e mettendone due foglioline fresche. Frullare con un filo d'olio, lasciando il tutto molto fluido.

    Foto del passaggio 3 della ricetta Ziti con crema di fave novelle, salsa di parmigiano alle erbe e speck croccante
  4. 4

    Grattugiamo il parmigiano e mettiamolo in un contenitore per frullatore ad immersione, con basilico, menta, pepe. Poi in un pentolino mettiamo il latte e portiamolo ad ebollizione. Ora versiamo il latte sul parmigiano e frulliamo il tutto sino ad ottenere una crema fluida ma abbastanza liquida perché nella mantecazione e poi raffreddandosi si rapprenderà. Poi copriamo con la pellicola e mettiamo da parte.

    Foto del passaggio 4 della ricetta Ziti con crema di fave novelle, salsa di parmigiano alle erbe e speck croccante
  5. 5

    In un padellino antiaderente mettiamo lo speck tagliato a listarelle sottili e senza aggiunta di grassi rendiamolo croccante.

    Foto del passaggio 5 della ricetta Ziti con crema di fave novelle, salsa di parmigiano alle erbe e speck croccante
  6. 6

    Facciamo cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Intanto versiamo la crema di fave in una padella dove padelleremo la pasta. Ad un minuto dalla cottura trasferiamola in padella, insaporiamo e poi continuiamo la cottura aggiungendo acqua di cottura.

    Foto del passaggio 6 della ricetta Ziti con crema di fave novelle, salsa di parmigiano alle erbe e speck croccante
  7. 7

    Mantechiamo con un filo d'olio. Poi impiattiamo versando sopra la salsa di parmigiano e infine aggiungiamo un po' di speck croccante. Buon appetito!

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Tony Mazzanobile
Tony Mazzanobile @tonyliebt_kocht
il 17 aprile 2018 17:54

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Fave Crema Al Parmigiano Erbe Speck Croccante

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