Fettuccine con ragù di vitello, pioppini, pepe tostato e ricotta salata

Il termine Ragù, deriva dal francese ragôut, che significa risvegliare, nel senso di risvegliare l’appetito, rinnovare il gusto, dare più sapore.
Sulla sua origine si raccontano numerose leggende, una delle quali ne attribuisce l’invenzione ad un cuoco bolognese che lavorava alla corte francese di Luigi XIV. Quella inventata dallo chef, in realtà, era una versione molto più simile a quella del Ragù napoletano in quanto veniva realizzato inizialmente con uno spezzatino di carne. Pare che solo in un secondo momento, sulla scia di una intuizione estemporanea, il cuoco cominciò a preparare una salsa con la carne macinata per ricavarne un sugo sostanzioso e saporito con cui condire la pasta. Un’altra leggenda vuole invece che il Ragù venisse realizzato per la prima volta in Italia e precisamente a Bologna, intorno al XVI secolo nelle cucine delle ricche corti delle famiglie nobili in quanto la carne, all’epoca, era un alimento che potevano permettersi solo i benestanti.
Fettuccine con ragù di vitello, pioppini, pepe tostato e ricotta salata
Il termine Ragù, deriva dal francese ragôut, che significa risvegliare, nel senso di risvegliare l’appetito, rinnovare il gusto, dare più sapore.
Sulla sua origine si raccontano numerose leggende, una delle quali ne attribuisce l’invenzione ad un cuoco bolognese che lavorava alla corte francese di Luigi XIV. Quella inventata dallo chef, in realtà, era una versione molto più simile a quella del Ragù napoletano in quanto veniva realizzato inizialmente con uno spezzatino di carne. Pare che solo in un secondo momento, sulla scia di una intuizione estemporanea, il cuoco cominciò a preparare una salsa con la carne macinata per ricavarne un sugo sostanzioso e saporito con cui condire la pasta. Un’altra leggenda vuole invece che il Ragù venisse realizzato per la prima volta in Italia e precisamente a Bologna, intorno al XVI secolo nelle cucine delle ricche corti delle famiglie nobili in quanto la carne, all’epoca, era un alimento che potevano permettersi solo i benestanti.
Istruzioni per cucinare
- 1
In una padella calda mettete un giro d'olio, la cipolla tritata e la carota tritata. Fate appassire leggermente aggiungendo un goccio d'acqua per non bruciare la cipolla. Poi aggiungete il macinato (sbriciolatelo bene), il rosmarino, il sale e il pepe. Fate insaporire, sfumate con il vino bianco e fate evaporare l'alcol. Cuocere coperto per circa 40 minuti. Se necessario aggiungete ogni tanto un po' di brodo vegetale. Mettete da parte il ragù senza pulire la padella.
- 2
In una padella calda mettete 2 noci di burro e un giro d'olio, uno spicchio d'aglio, un cipollotto tritato e un rametto di rosmarino. Fate appassire un po' e poi unite i funghi pioppini lavati sotto acqua corrente (non stagnante). Salate, aggiungete pepe. Cuocete a fiamma vivace per qualche minuto (devono rimanere al dente). Infine aggiungete del prezzemolo tritato finemente
- 3
In un padellino tostate i grani di pepe (basta sentire la fragranza mentre tostano) e poi pestateli grossolanamente
- 4
Mettete a cuocere le fettuccine in abbondante acqua salata e un goccio di olio. A un paio di minuti da fine cottura trasferitele nella padella (calda) dove avevate cotto il ragù. Fate cuocere per un minuto circa aggiungendo acqua di cottura poco per volta, dopodiché aggiungete il ragù e i funghi e terminate la cottura. A fine cottura un giro d'olio a crudo e padellate. Impiattate aggiungendo (senza parsimonia) il pepe tostato, una grattugiata di ricotta salata e un filo di olio a crudo.
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L’etimologia della parola ragù ha le sue basi nel francese ragoût, sostantivo derivato da ragoûter, che significa “risvegliare l’appetito”. Originariamente indicava piatti di carne stufata con abbondante condimento, che poi fu usato per accompagnare altre pietanze, in Italia, principalmente la pasta e il riso. Durante il periodo fascista, il regime volle italianizzare il termine, non consono al vocabolario fascista, trasformandolo in ragutto. I ragù tradizionali della cucina italiana sono almeno tre: quello bolognese, il napoletano e il potentino, noto come ndrupp’c (intoppo o inciampo).Il termine ragù si trova ad esempio quasi due secoli fa nel Manuale del cuoco e del pasticciere di raffinato gusto moderno di Vincenzo Agnoletti. Nel tomo I, alle pagine dedicate ai ragù e salpicconi (con carne intera), Agnoletti, che a Parma era stato cuoco di Maria Luigia, avverte che “questo nome francese di ragù, altro non significa che della carne cotta con sostanza tanto al rosso che al bianco, e questi servono per guarnizione e ripieno di altre vivande". Tony Mazzanobile -
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