Filetto di maiale con crema di gorgonzola

Tony Mazzanobile
Tony Mazzanobile @tonyliebt_kocht

Il noce è una pianta originaria dell’Asia, introdotta in Europa in epoca arcaica, per i suoi frutti commestibili ed è considerato uno tra gli alberi da frutto più antichi che l’uomo conosca. Nell’antica Persia era già presente nel 7000 a.C., ma solo i sovrani mangiavano le noci, tanto che si arrivò ad attribuire al frutto l’aggettivo “reale” ed utilizzavano una “farina” di noci per addensare le zuppe e gli stufati. Iscrizioni ritrovate su tavolette di argilla, risalenti al II secolo a.C., rivelano l’esistenza di boschi di noci all’interno dei famosi giardini pensili di Babilonia. I primi coltivatori di noci furono gli antichi greci, ma i persiani riuscirono a coltivarne una qualità superiore che aveva una resa maggiore in olio. In Grecia venivano utilizzate anche come tintura per capelli, lana, tessuti e come medicinale. Circa cento anni più tardi, anche i romani ne scoprirono le qualità. Per la loro importanza, le noci sono menzionate nei principali trattati di agronomia del mondo latino. Plinio Il Vecchio nel suo trattato Naturalis Historia, suggeriva di applicare gherigli di noce masticati da un uomo a digiuno sulla ferita inferta da un cane rabbioso, per curarla. L’olio di noci veniva prescritto per le coliche e per lenire l’intestino. Il succo di mallo di noce verde, diluito in acqua tiepida, era consigliato come collutorio e per fermare la diarrea, mentre una noce verde, bollita con dello zucchero, veniva usata per alleviare la costipazione.

Filetto di maiale con crema di gorgonzola

Il noce è una pianta originaria dell’Asia, introdotta in Europa in epoca arcaica, per i suoi frutti commestibili ed è considerato uno tra gli alberi da frutto più antichi che l’uomo conosca. Nell’antica Persia era già presente nel 7000 a.C., ma solo i sovrani mangiavano le noci, tanto che si arrivò ad attribuire al frutto l’aggettivo “reale” ed utilizzavano una “farina” di noci per addensare le zuppe e gli stufati. Iscrizioni ritrovate su tavolette di argilla, risalenti al II secolo a.C., rivelano l’esistenza di boschi di noci all’interno dei famosi giardini pensili di Babilonia. I primi coltivatori di noci furono gli antichi greci, ma i persiani riuscirono a coltivarne una qualità superiore che aveva una resa maggiore in olio. In Grecia venivano utilizzate anche come tintura per capelli, lana, tessuti e come medicinale. Circa cento anni più tardi, anche i romani ne scoprirono le qualità. Per la loro importanza, le noci sono menzionate nei principali trattati di agronomia del mondo latino. Plinio Il Vecchio nel suo trattato Naturalis Historia, suggeriva di applicare gherigli di noce masticati da un uomo a digiuno sulla ferita inferta da un cane rabbioso, per curarla. L’olio di noci veniva prescritto per le coliche e per lenire l’intestino. Il succo di mallo di noce verde, diluito in acqua tiepida, era consigliato come collutorio e per fermare la diarrea, mentre una noce verde, bollita con dello zucchero, veniva usata per alleviare la costipazione.

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Ingredienti

x4 persone
  1. Per la crema di gorgonzola:
  2. q.bLatte
  3. 180 grgorgonzola dolce
  4. 20 grburro
  5. 1goccio di brandy o rum (serve pere rompere i filamenti del gorgonzola
  6. xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
  7. q.bOlio evo
  8. 1spicchiop d'aglio
  9. q.brosmarino
  10. granipepe nero q.b
  11. 1 filettomaiale di 800gr circa
  12. q.bburro
  13. q.bgherigli noci

Istruzioni per cucinare

  1. 1

    Cominciamo a fare dell'olio al rosmarino mettendo in una ciotola olio evo con un pizzico di sale, uno spicchio d'aglio senza germoglio, qualche rametto di rosmarino, pepe e lasciamo macerare. Poi tostiamo grani di pepe nero in un padellino fino a sentirne la fragranza e poi pestiamo grossolanamente.

  2. 2

    La crema di gorgonzola:
    Sciogliamo una noce di burro a fuoco lento, togliamo la crosta al gorgonzola e lo spezzettiamo. Lo sciogliamo incorporandolo al burro mescolando energicamente. Mettiamo un goccio di brandy sempre mescolando (serve a spezzare i filamenti). Aggiungiamo latte poco per volta fino a raggiungere una consistenza molto fluida (ma cremosa). Lasciamo evaporare il liquido e la salsina è pronta. Passare al colino a maglie fitte.

  3. 3

    Pulite e togliete le parti più grosse di grasso del filetto. Salatelo, pepatelo, poi lasciatelo riposare qualche minuto. Su una padella o contenitore che possa anche andare in forno (Importante!), senza aggiunta di grassi (olio, burro, etc..) sigilliamo bene il filetto, a temperatura piuttosto elevata, da tutti i lati. Mi raccomando di non usare forchette o utensili strani per girare la carne per non bucarla! perché altrimenti i succhi usciranno e la carne risulterà dura..

  4. 4

    Quando vedete che il filetto nel girarlo diventa naturale (non appiccicandosi alla padella) giratelo. Così per tutti i lati (un paio di minuti per lato). Adesso il filetto è pronto per andare in forno. Aggiungiamo un po' di rosmarino o timo, un filo d'olio e due noci di burro, e mettiamo in forno per circa 12 minuti a 200° (girandolo una volta).
    Lasciate appena intiepidire il filetto e poi tagliatelo a medaglioni di circa 2 cm. di spessore e conditeli con olio al rosmarino.

  5. 5

    Impiattate mettendo i medaglioni facendone colare l'olio in eccesso e versando sopra una parte di crema. Poi mettete sopra un po' di pepe tostato e pezzetti di noci. La crema e il filetto non devono essere freddi (scaldate appena a microonde a bassa temperatura)

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Vignetta grigia disegnata a mano di una macchina fotografica e di una padella con stelle che spuntano dalla padella
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Tony Mazzanobile
Tony Mazzanobile @tonyliebt_kocht
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Commenti

javilowin
javilowin @cook_9148682
Madre mía!!! Qué maravilla!!!!! 👏👏👏👏👏👏👏😋😋😋😋😋😋😊😊😊😊😊
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