Dentice con fiori di zucca fritti e asparagi con crema di gorgonzola

In principio furono gli egizi, con la pasta dei dolci fritta nel grasso. Ma bisogna attendere il Medioevo perché il fritto diventi prodotto di uso comune tra le classi elitarie, che “friggevano nel lardo carne e verdure, mentre nell’olio il pesce”. Per i romani, la frittura era ben diversa da come la interpretiamo oggi. Ed è stata una delle ultime tecniche a evolversi, stando a quanto scrive Varrone. I nostri antenati non amavano particolarmente i cibi fritti. Tant’è che Apicio racconta che il liquido di cottura veniva poi versato sul cibo così da renderlo di nuovo morbido e succulento: insomma, la croccantezza – oggi sinonimo di qualità per un buon fritto – non era contemplata. Il ritrovamento di padelle in terracotta piuttosto spesse ha portato gli storici della gastronomia, ad affermare che una sorta di tecnica di frittura fosse già esistente anche nella cultura greca. Questi utensili avevano un manico forato, probabilmente utilizzato per poggiare il mestolo ed evitare di scottarsi con i grassi bollenti. Quel che è certo è che la frittura ha iniziato a prendere piede dapprima nel Medioevo e poi durante il Rinascimento, con l’introduzione dei grassi animali, appannaggio dei ceti più abbienti.
Dentice con fiori di zucca fritti e asparagi con crema di gorgonzola
In principio furono gli egizi, con la pasta dei dolci fritta nel grasso. Ma bisogna attendere il Medioevo perché il fritto diventi prodotto di uso comune tra le classi elitarie, che “friggevano nel lardo carne e verdure, mentre nell’olio il pesce”. Per i romani, la frittura era ben diversa da come la interpretiamo oggi. Ed è stata una delle ultime tecniche a evolversi, stando a quanto scrive Varrone. I nostri antenati non amavano particolarmente i cibi fritti. Tant’è che Apicio racconta che il liquido di cottura veniva poi versato sul cibo così da renderlo di nuovo morbido e succulento: insomma, la croccantezza – oggi sinonimo di qualità per un buon fritto – non era contemplata. Il ritrovamento di padelle in terracotta piuttosto spesse ha portato gli storici della gastronomia, ad affermare che una sorta di tecnica di frittura fosse già esistente anche nella cultura greca. Questi utensili avevano un manico forato, probabilmente utilizzato per poggiare il mestolo ed evitare di scottarsi con i grassi bollenti. Quel che è certo è che la frittura ha iniziato a prendere piede dapprima nel Medioevo e poi durante il Rinascimento, con l’introduzione dei grassi animali, appannaggio dei ceti più abbienti.
Istruzioni per cucinare
- 1
Tagliate i datterini a metà. Al pomodoro camone togliete i semi e poi tagliateli a listarelle. Le olive tagliate a metà. Aggiungete uno spicchio d'aglio, un peperoncino senza semi, e condite il tutto con origano, olio e sale.
- 2
Sciogliamo una noce di burro a fuoco lento, togliamo la crosta al gorgonzola e lo spezzettiamo. Lo sciogliamo incorporandolo al burro mescolando energicamente. Mettiamo un goccio di brandy sempre mescolando (serve a spezzare i filamenti). Aggiungiamo latte poco per volta fino a raggiungere una consistenza molto fluida. Lasciamo evaporare il liquido e la salsina è pronta deve rimanere molto fluida perchè raffreddandosi si rapprende. Passare al colino a maglie fitte.
- 3
In un tegame portate a bollore l'acqua salata e un goccio d'olio. Inserite gli asparagi dopo avere tolto la parte finale dura e la corteccia. Fate cuocere per 7 minuti e poi immergeteli in acqua e ghiaccio (rimarrà un bel colore verde vivo.
- 4
Togliere la parte dura finale e il pistillo ai fiori di zucca. Lavarli delicatamente sotto acqua corrente un attimo e poi lasciateli asciugare su un panno. Fate un misto di farina di mais, amido di mais e farina 00. Aggiungete acqua minerale frizzante molto fredda. Mescolate con frusta formando la pastella. intingete delicatamente il fiore, lasciando colare l'eccesso e friggete in abbondante olio di semi.
- 5
Tagliate i filetti di dentice a medaglioni e conditeli con sale, pepe e olio. Poi in una padella calda mettete un foglio di carta forno unta d'olio. Fate cuocere a fuoco moderato solamente dalla parte della pelle. Il colore della cottura che avanza, deve arrivare quasi alla sommità. Così la pelle resterà croccante (buona da mangiare) e la polpa morbida e succosa.
- 6
Impiattate e buon appetito!
Cooksnap
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Plinio il vecchio, nella sua opera magna ‘Naturalis historia’, ci informa che furono i greci ad introdurre la pianta del noce in Italia ma, ancora prima dei greci, ci pensarono i persiani a diffonderla in Europa.Nel tempo la noce è stata sempre più apprezzata non solo come frutta a guscio da servire a fine pasto, ma anche per il suo legno, considerato particolarmente pregiato, perfetto per arredi lussuosi di abitazioni e dimore storiche.La noce è la regina della frutta a guscio che non manca mai nella dieta degli italiani, e come fine pasto o come spuntino quotidiano. Nel contesto di un’alimentazione bilanciata, la dose consigliata di frutta a guscio è di 30 grammi al giorno, meglio se al naturale senza sale, zuccheri e conservati aggiunti, che apporterà circa 200 kcal.A causa dell’elevato apporto calorico ed energetico è consigliato mangiare noci con moderazione, consumandole preferibilmente come snack e non al termine dei pasti. Chi soffre di malattie epatiche deve prestare attenzione alle porzioni di noci da assumere, così come non è indicato l’uso delle noci in chi è affetto da gastrite, colite o ulcera gastroduodenale. Chi ha una predisposizione all’insorgenza di herpes dovrebbe prestare attenzione all’assunzione di noci, in quanto la presenza di arginina potrebbe favorirne la comparsa. Inoltre per la presenza di ossalati, le noci sono tra gli alimenti da evitare da coloro che soffrono di calcolosi renale. Tony Mazzanobile -
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