Dentice con fiori di zucca fritti e asparagi con crema di gorgonzola

Tony Mazzanobile
Tony Mazzanobile @tonyliebt_kocht

In principio furono gli egizi, con la pasta dei dolci fritta nel grasso. Ma bisogna attendere il Medioevo perché il fritto diventi prodotto di uso comune tra le classi elitarie, che “friggevano nel lardo carne e verdure, mentre nell’olio il pesce”. Per i romani, la frittura era ben diversa da come la interpretiamo oggi. Ed è stata una delle ultime tecniche a evolversi, stando a quanto scrive Varrone. I nostri antenati non amavano particolarmente i cibi fritti. Tant’è che Apicio racconta che il liquido di cottura veniva poi versato sul cibo così da renderlo di nuovo morbido e succulento: insomma, la croccantezza – oggi sinonimo di qualità per un buon fritto – non era contemplata. Il ritrovamento di padelle in terracotta piuttosto spesse ha portato gli storici della gastronomia, ad affermare che una sorta di tecnica di frittura fosse già esistente anche nella cultura greca. Questi utensili avevano un manico forato, probabilmente utilizzato per poggiare il mestolo ed evitare di scottarsi con i grassi bollenti. Quel che è certo è che la frittura ha iniziato a prendere piede dapprima nel Medioevo e poi durante il Rinascimento, con l’introduzione dei grassi animali, appannaggio dei ceti più abbienti.

Dentice con fiori di zucca fritti e asparagi con crema di gorgonzola

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In principio furono gli egizi, con la pasta dei dolci fritta nel grasso. Ma bisogna attendere il Medioevo perché il fritto diventi prodotto di uso comune tra le classi elitarie, che “friggevano nel lardo carne e verdure, mentre nell’olio il pesce”. Per i romani, la frittura era ben diversa da come la interpretiamo oggi. Ed è stata una delle ultime tecniche a evolversi, stando a quanto scrive Varrone. I nostri antenati non amavano particolarmente i cibi fritti. Tant’è che Apicio racconta che il liquido di cottura veniva poi versato sul cibo così da renderlo di nuovo morbido e succulento: insomma, la croccantezza – oggi sinonimo di qualità per un buon fritto – non era contemplata. Il ritrovamento di padelle in terracotta piuttosto spesse ha portato gli storici della gastronomia, ad affermare che una sorta di tecnica di frittura fosse già esistente anche nella cultura greca. Questi utensili avevano un manico forato, probabilmente utilizzato per poggiare il mestolo ed evitare di scottarsi con i grassi bollenti. Quel che è certo è che la frittura ha iniziato a prendere piede dapprima nel Medioevo e poi durante il Rinascimento, con l’introduzione dei grassi animali, appannaggio dei ceti più abbienti.

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Ingredienti

x 4 persone
  1. per la crema di gorgonzola:
  2. q.bLatte
  3. 120 grgorgonzola
  4. 15 grburro
  5. q.bpepe
  6. 1goccio di brandy o cognac (serve pere rompere i filamenti del gorgonzola)
  7. xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
  8. 12asparagi verdi
  9. 4(o 8) fiori di zucca
  10. 2 filettidentice
  11. q.bpepe
  12. q.bolio evo
  13. q.bolio di semi di arachidi per friggere
  14. Per la pastella:
  15. Amido di mais, farina di mais, farina 00. acqua minerale frizzante q.b
  16. xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
  17. Per insalatina:
  18. 8datterini
  19. 4pomodori camone
  20. q.b.olive taggiasche
  21. 1 spicchiod'aglio
  22. 1peperoncino rosso fresco
  23. q.b.origano
  24. xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

Istruzioni per cucinare

  1. 1

    Tagliate i datterini a metà. Al pomodoro camone togliete i semi e poi tagliateli a listarelle. Le olive tagliate a metà. Aggiungete uno spicchio d'aglio, un peperoncino senza semi, e condite il tutto con origano, olio e sale.

  2. 2

    Sciogliamo una noce di burro a fuoco lento, togliamo la crosta al gorgonzola e lo spezzettiamo. Lo sciogliamo incorporandolo al burro mescolando energicamente. Mettiamo un goccio di brandy sempre mescolando (serve a spezzare i filamenti). Aggiungiamo latte poco per volta fino a raggiungere una consistenza molto fluida. Lasciamo evaporare il liquido e la salsina è pronta deve rimanere molto fluida perchè raffreddandosi si rapprende. Passare al colino a maglie fitte.

  3. 3

    In un tegame portate a bollore l'acqua salata e un goccio d'olio. Inserite gli asparagi dopo avere tolto la parte finale dura e la corteccia. Fate cuocere per 7 minuti e poi immergeteli in acqua e ghiaccio (rimarrà un bel colore verde vivo.

  4. 4

    Togliere la parte dura finale e il pistillo ai fiori di zucca. Lavarli delicatamente sotto acqua corrente un attimo e poi lasciateli asciugare su un panno. Fate un misto di farina di mais, amido di mais e farina 00. Aggiungete acqua minerale frizzante molto fredda. Mescolate con frusta formando la pastella. intingete delicatamente il fiore, lasciando colare l'eccesso e friggete in abbondante olio di semi.

  5. 5

    Tagliate i filetti di dentice a medaglioni e conditeli con sale, pepe e olio. Poi in una padella calda mettete un foglio di carta forno unta d'olio. Fate cuocere a fuoco moderato solamente dalla parte della pelle. Il colore della cottura che avanza, deve arrivare quasi alla sommità. Così la pelle resterà croccante (buona da mangiare) e la polpa morbida e succosa.

  6. 6

    Impiattate e buon appetito!

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