Tartare di gambero di Mazara; burrata con avocado e pistacchi; ciliegie e gazpacho di melone

#iocucinosostenibile
La ciliegia. Il nome deriva dal greco kérasos che poi ha originato il nostro cerasa. Per quanto riguarda le origini Plinio il Vecchio ci dice che venne importata dall’attuale Turchia a Roma nel 72 a.C. e da qui la coltivazione si diffuse in tutto l’impero. Su questa pianta è fiorita una ricca serie di miti un po’ in tutto il mondo. Nella mitologia greca era la pianta sacra a Venere e i suoi frutti pare portino fortuna agli innamorati. In Sicilia si dice che le dichiarazioni d’amore fatte sotto un ciliegio saranno sempre fortunate. Le leggende Sassoni raccontano che gli alberi di ciliegio ospitino delle divinità che proteggono i campi. In Finlandia dicono che il colore rosso di questo frutto sia il simbolo del peccato. Nel folklore inglese pare che sognare un albero di ciliegie presagisca sfortuna mentre se ci spostiamo a Oriente in Cina rappresenta la bellezza femminile e il Giappone ne ha fatto il fiore simbolo nazionale fornendo anche una spiegazione per il colore rosa dei suoi fiori: sembra che in origine fossero bianchi ma dopo che i samurai caduti in battaglia vennero sepolti sotto gli alberi di ciliegio i petali divennero rosa a causa del sangue dei valorosi guerrieri; anche i samurai che decidevano di suicidarsi pare scegliessero di farlo proprio sotto questi alberi.
Tartare di gambero di Mazara; burrata con avocado e pistacchi; ciliegie e gazpacho di melone
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La ciliegia. Il nome deriva dal greco kérasos che poi ha originato il nostro cerasa. Per quanto riguarda le origini Plinio il Vecchio ci dice che venne importata dall’attuale Turchia a Roma nel 72 a.C. e da qui la coltivazione si diffuse in tutto l’impero. Su questa pianta è fiorita una ricca serie di miti un po’ in tutto il mondo. Nella mitologia greca era la pianta sacra a Venere e i suoi frutti pare portino fortuna agli innamorati. In Sicilia si dice che le dichiarazioni d’amore fatte sotto un ciliegio saranno sempre fortunate. Le leggende Sassoni raccontano che gli alberi di ciliegio ospitino delle divinità che proteggono i campi. In Finlandia dicono che il colore rosso di questo frutto sia il simbolo del peccato. Nel folklore inglese pare che sognare un albero di ciliegie presagisca sfortuna mentre se ci spostiamo a Oriente in Cina rappresenta la bellezza femminile e il Giappone ne ha fatto il fiore simbolo nazionale fornendo anche una spiegazione per il colore rosa dei suoi fiori: sembra che in origine fossero bianchi ma dopo che i samurai caduti in battaglia vennero sepolti sotto gli alberi di ciliegio i petali divennero rosa a causa del sangue dei valorosi guerrieri; anche i samurai che decidevano di suicidarsi pare scegliessero di farlo proprio sotto questi alberi.
Istruzioni per cucinare
- 1
In un bicchiere per frullatore ad immersione, mettere la polpa di melone a dadini, il peperoncino privato dei semi, il cipollotto tritato, l'aceto, l'olio, sale e un paio di foglioline di menta. Frullate sino ad ottenere una crema fluida e liscia. Poi filtrate in un colino.
- 2
Tritate grossolanamente i pistacchi, tagliate a pezzetti piccoli l'avocado aggiungendo qualche goccia di lime e un pizzico di sale e un goccio di olio. Lavorate leggermente la burrata e mischiatela con l'avocado e i pistacchi, lasciandola morbida.
- 3
Tagliuzzate al coltello grossolanamente i gamberi abbattuti e puliti. Conditeli con olio, qualche goccia di lime, sale e pepe. Fate riposare in frigo circa 20 min. prima di impiattare. Denocciolate le ciliegie e tagliatele a julienne, lasciandone qualcuna denocciolata e tagliata a metà.
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