Spaghetti di calamaro con crema di finocchio e frullato di datterini piccante

#grembiulecookpad2025
Il calamaro detto anche pesce calamaio, perché quando è inseguito emette un liquido nero, che intorbida l'acqua consentendogli di sottrarsi all'avversario. Predilige le acque fredde, per cui durante l'estate è preferibile cercarlo minimo a venti metri di profondità, mentre durante l'inverno si avvicina sotto riva fino a pochi metri d'acqua.
I calamari sono protagonisti di leggende diffuse sin dall'antichità. Già Plinio parla dell'esistenza di un cefalopode mostruoso nei mari italici, con braccia lunghe non meno di dieci metri e testa grande quanto quindici anfore romane messe insieme. La vista è certamente l'organo di senso più sviluppato di queste creature. Il loro occhio, che arriva in certi esemplari a trenta cm di diametro, è considerato il più grande dell'intero regno animale. Il galleggiamento del calamaro è favorito dall'alta concentrazione d’ammoniaca nei muscoli del suo mantello. In mancanza di questa, il calamaro non riuscirebbe a venire in superficie, perché i suoi tessuti sono troppo pesanti rispetto all'acqua di mare.
Data la consistenza è difficile giudicare la freschezza dei calamari, l’unico metodo è fiutarli chinandosi sulla casetta, e accettare solo quelli dalla cui massa emani un odore fresco, marino, anche fortemente iodato. Il calamaro può essere confuso per l’aspetto con il totano, dal valore commerciale inferiore e dalle carni più coriacee.
Spaghetti di calamaro con crema di finocchio e frullato di datterini piccante
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Il calamaro detto anche pesce calamaio, perché quando è inseguito emette un liquido nero, che intorbida l'acqua consentendogli di sottrarsi all'avversario. Predilige le acque fredde, per cui durante l'estate è preferibile cercarlo minimo a venti metri di profondità, mentre durante l'inverno si avvicina sotto riva fino a pochi metri d'acqua.
I calamari sono protagonisti di leggende diffuse sin dall'antichità. Già Plinio parla dell'esistenza di un cefalopode mostruoso nei mari italici, con braccia lunghe non meno di dieci metri e testa grande quanto quindici anfore romane messe insieme. La vista è certamente l'organo di senso più sviluppato di queste creature. Il loro occhio, che arriva in certi esemplari a trenta cm di diametro, è considerato il più grande dell'intero regno animale. Il galleggiamento del calamaro è favorito dall'alta concentrazione d’ammoniaca nei muscoli del suo mantello. In mancanza di questa, il calamaro non riuscirebbe a venire in superficie, perché i suoi tessuti sono troppo pesanti rispetto all'acqua di mare.
Data la consistenza è difficile giudicare la freschezza dei calamari, l’unico metodo è fiutarli chinandosi sulla casetta, e accettare solo quelli dalla cui massa emani un odore fresco, marino, anche fortemente iodato. Il calamaro può essere confuso per l’aspetto con il totano, dal valore commerciale inferiore e dalle carni più coriacee.
Istruzioni per cucinare
- 1
Tagliare in due i datterini. Poi tagliare piccolo il cipollotto. Condire il tutto con olio, sale, uno spicchio d'aglio, un piccolo rametto di menta e un po' di peperoncino frantumato. mescolare e lasciare riposare per un po'.
- 2
Facciamo la crema di finocchio: In una padella mettere il cipollotto tagliato sottile, la patata a rondelle sottili, il finocchio sottile (con un po' di barba), olio sale e un po' di pepe. Fate insaporire un po', dopodiché aggiungete una mezza tazza di acqua e fate cuocere coperto finché non sarà tutto morbido.
- 3
Mettete il tutto in un bicchiere per frullatore ad immersione con olio a filo e frullate fino ad ottenere una crema morbida e liscia (vi conviene non aggiungere subito tutto il liquido della padella ma un po' per volta per regolarne la densità. Aggiustate di sale.
- 4
Ora togliete dai datterini l'aglio, e il rametto di menta. Aggiungete un paio di foglioline di basilico, un cucchiaio scarso di aceto di vino bianco e frullate ad immersione con olio a filo. Poi passate al colino a maglie fitte. Aggiustate di sale
- 5
Mescolate con una frusta tutti gli ingredienti per il corallo insieme. Poi versate il tutto in una padella antiaderente (di circa 22 cm interno) calda. Muovete solo un attimo la padella per distribuire il composto in modo che occupi tutto lo spazio. Poi non toccate più la padella e aspettate che l'acqua sia totalmente evaporata e che non ci siano più bolle. Vi accorgerete che è pronta quando cercando di sollevarla leggermente di fianco non si piegherà.
- 6
Pulire i calamari togliendo anche la pellicina esterna. Asciugate bene e poi conditeli con aglio, sale, pepe, olio e aromi freschi (rosmarino e timo). Mescolate bene. Scaldate una padella e poi mettete i calamari conditi senza aggiunta di grassi in padella. Saltate a fiamma vivace e poi aggiungete un bicchierino di cognac. Cuocete per pochi minuti (3-4). Più li cuocete più duri diventano. Poi tagliateli in lunghezza come spaghetti.
- 7
Ora potete impiattare come da foto o a vostro piacimento.
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