Spaghettoni con Triglia, Crema di Peperoni Piccante e Datterini Confit

#calendariogiugno
La triglia è considerata sin dall’antichità una delle specie marine più pregiate, alla triglia venivano attribuite proprietà erotizzanti sia per la carne rosata che per il profumo, il quale pare togliesse ogni inibizione.
Chiamata “mullus” dai Latini, era un pesce pagato caro perché il suo fegato era usato sia quale medicamento che come prelibatezza.
Marziale affermava che questa specie non passava le due libbre, mentre Seneca sosteneva che l’imperatore Tiberio ebbe in dono da Ottavio una triglia del peso di quattro libbre.
Plinio racconta che nel suo secolo vi erano uomini ghiottissimi di questo alimento consacrato a Diana dea della caccia e della luna.
Secondo Giovenale un certo Crispino arrivò a pagare seimila sesterzi una triglia di sei libbre, valore pari all’acquisto della proprietà di un campo.
Ancora nel XVII sec. alle triglie erano attribuiti poteri afrodisiaci, come testimonierebbe Baldassare Pisanelli, secondo il quale questi pesci toglievano le magie negative, e se affogati nel vino rendevano l’uomo impotente e la donna sterile.
Secondo un’errata credenza popolare la triglia avrebbe questo nome perché si riprodurrebbe tre volte all’anno (vero uno sola volta tra aprile e agosto).
Considerata in genere uno dei pesci più pregiati, la triglia è consumata dagli amatori cotta senza essere sventrata, cioè con tutte le interiora, e per questa ragione è considerata la “beccaccia di mare”.
Spaghettoni con Triglia, Crema di Peperoni Piccante e Datterini Confit
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La triglia è considerata sin dall’antichità una delle specie marine più pregiate, alla triglia venivano attribuite proprietà erotizzanti sia per la carne rosata che per il profumo, il quale pare togliesse ogni inibizione.
Chiamata “mullus” dai Latini, era un pesce pagato caro perché il suo fegato era usato sia quale medicamento che come prelibatezza.
Marziale affermava che questa specie non passava le due libbre, mentre Seneca sosteneva che l’imperatore Tiberio ebbe in dono da Ottavio una triglia del peso di quattro libbre.
Plinio racconta che nel suo secolo vi erano uomini ghiottissimi di questo alimento consacrato a Diana dea della caccia e della luna.
Secondo Giovenale un certo Crispino arrivò a pagare seimila sesterzi una triglia di sei libbre, valore pari all’acquisto della proprietà di un campo.
Ancora nel XVII sec. alle triglie erano attribuiti poteri afrodisiaci, come testimonierebbe Baldassare Pisanelli, secondo il quale questi pesci toglievano le magie negative, e se affogati nel vino rendevano l’uomo impotente e la donna sterile.
Secondo un’errata credenza popolare la triglia avrebbe questo nome perché si riprodurrebbe tre volte all’anno (vero uno sola volta tra aprile e agosto).
Considerata in genere uno dei pesci più pregiati, la triglia è consumata dagli amatori cotta senza essere sventrata, cioè con tutte le interiora, e per questa ragione è considerata la “beccaccia di mare”.
Istruzioni per cucinare
- 1
Tagliate i datterini a metà e metteteli sulla placca da forno con carta forno, con la parte tagliata rivolta verso l'alto. Infornate a 150° per circa un'ora e mezza (controllate). Togliete l'aglio. Mettete da parte con i suoi umori.
- 2
Mescolate con una frusta tutti gli ingredienti per il corallo insieme. Poi versate il tutto in una padella antiaderente (di circa 22 cm interno) calda. Muovete solo un attimo la padella per distribuire il composto in modo che occupi tutto lo spazio. Poi non toccate più la padella e aspettate che l'acqua sia totalmente evaporata e che non ci siano più bolle. Vi accorgerete che è pronta quando cercando di sollevarla leggermente di fianco non si piegherà.
- 3
In un tegame caldo mettete un giro d'olio, la cipolla tagliata a rondelle sottili, la patata tagliata anch'essa a fettine sottili, un rametto di rosmarino e i peperoni tagliati a cubetti. Insaporite a fiamma vivace, salate, pepate e infine aggiungete una tazza da tè scarsa di acqua. Abbassate la fiamma e cuocete fino a quando tutto è ammorbidito.
- 4
Togliete il rosmarino, aggiungete il peperoncino e mettete il tutto in un bicchiere per mixer ad immersione. Frullate il tutto con olio a filo fino a consistenza e omogeneità di una crema ma fluida. Aggiustate di sale e passate sul colino a maglie fitte per togliere le impurità lasciate dalla buccia.
- 5
Tagliate le triglie (precedentemente sfilettate e, se riuscite, tolte di pelle) a pezzi grossolani e conditeli con olio, pepe e sale. Mentre intanto mettete a cuocere la pasta in abbondante acqua salata. E in una padella, dove poi padellerete alla fine la pasta, un giro d'olio e uno spicchio d'aglio.
- 6
A un paio di minuti scarsi da fine cottura pasta, trasferitela nella padella calda. Saltatela un po' a fiamma vivace con il solo aglio e olio, poi aggiungete le triglie e saltatele per 30 secondi. Unite una parte della crema di peperone. Mescolate il tutto, aggiungendo un po' di acqua di cottura. Deve risultare cremosa ma molto fluida (aggiungete un po' di acqua di cottura se necessario).
- 7
Componete il piatto Mettendo la porzione di pasta. Fate colare sopra ancora un po' di crema. Unite dei datterini confit, qualche fogliolina di basilico, un po' di granella di pistacchi e un pezzo di corallo. Un filo di olio a crudo e buon appetito.
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